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  Emma Bonino

Emma Bonino
Politico, nata il 9 marzo 1948 a Bra (CN)
 
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Si è laureata all’Università Bocconi di Milano in lingue e letterature straniere. Nel 1975, dopo aver iniziato la sua militanza nel Partito Radicale accanto a Marco Pannella, fonda il Cisa (Centro informazione, sterilizzazione e aborto) e un anno dopo viene eletta alla Camera dei Deputati. Nel 1979 diventa deputato del Parlamento Europeo, carica che sarà riconfermata nel 1984. E’ alla testa delle tante battaglie referendarie che i radicali fanno soprattutto sui temi dei diritti civili: divorzio, aborto, liberalizzazione delle droghe, nucleare…

Dalla metà degli anni Ottanta si fa anche promotrice di una serie di campagne internazionali per la difesa dei diritti umani, civili e politici nei Paesi dell'est Europeo. Nel 1991 diventa presidente del Partito Radicale transnazionale e transpartitico e nel ’93 segretaria del Partito. Nel 1994, su indicazione del Governo Berlusconi, viene nominata commissario europeo alla Politica dei consumatori e agli Aiuti umanitari. Interpreta la missione con passione e coraggio e conquista una notorietà internazionale. Il 27 settembre del 1997 viene sequestrata dai Talebani in un ospedale di Kabul in Afghanistan dove era andata a verificare il funzionamento degli aiuti umanitari europei. Viene rilasciata dopo quattro ore e denuncia in tutto il mondo le terribili condizioni di vita delle donne afghane.

Nel 1999 si autocandida alla presidenza della Repubblica. Una posizione singolare e improbabile – non c’è l’elezione diretta del presidente - sostenuta però da una campagna martellante che l’aiuta ad avere un inatteso successo nelle elezioni europee dello stesso anno con un ragguardevole 9 per cento. Ma non ce la fa a essere confermata nella nuova Commissione europea, presieduta da Prodi: l’Italia ha solo un posto e le viene preferito Mario Monti. Si ributta sulla scena nazionale – sempre a fianco di Pannella – ma alle elezioni regionali del 16 aprile 2000 la Lista Bonino perde gran parte dei consensi fermandosi al 2 per cento. Insieme a Pannella promuove una serie di referendum su vari temi - mercato del lavoro e sindacati, magistratura, sistema elettorale – che il 21 maggio 2000 vengono bocciati dagli elettori (non viene raggiunto il quorum): “E’ finita la stagione politica dei referendum”, il suo commento amaro.
Alle politiche del 2001 la Lista Bonino si presenta da sola e si ferma al 2,3 per cento.

Di lei hanno detto
Massimo D’Alema: “Emma Bonino non è la signora Thatcher. Bisogna ricercare tutte le vie per trasformare e modernizzare il Paese, mobilitando tutte le forze che da diversi punti di vista possono contribuire a questo obiettivo”.

  Grandinotizie.it/ 15/aprile/2002
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