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Un decalogo
per superare la "sindrome dell'orfano". Questa la ricetta
del cardinale Camillo Ruini che, all'apertura della
sessione primaverile del Consiglio episcopale permanente,
ha invitato i cattolici a non disertare le urne, perché uno
Stato non può fare a meno della politica e questa esige che
ciascuno si assuma la responsabilità del voto.
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Si avvicinano
le elezioni e si scatena la corsa per salire sul carro del
probabile vincitore. Perché, a dispetto delle promesse di
snellimento, lo Stato italiano rimane una macchina onnipresente
e prestigiosa. I grandi manager provano allora ad assicurarsi
da subito il favore degli uomini che saranno ai vertici.
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"La prego",
"mi scusi", "le pare". Carinerie e piccole cortesie avvicinano
in un "minestrone post-elettorale" ulivisti e polisti. Uno
scenario completamente diverso da quello che ha seguito il
primo governo Berlusconi sembra legare con un filo sottile
di gentilezze gli esponenti del centrodestra e quelli del
centrosinistra.
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"Stelle, stelle
delle mie brame, quale sarà il più votato del rame"? Francesco
Rutelli, leader della coalizione di centrosinistra, o
lo sfidante Silvio Berlusconi, capo della Casa delle
Libertà, espressione del centrodestra? Una battaglia combattuta
a colpi di mezzi di trasporto - dimenticate le biciclette
e gli autobus ora si è passati ai treni e alle navi - nonché
di manifesti.
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