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La tredicesima volta
Quattro governi, molte sedute, meno leggi. E un debutto…

La tredicesima legislatura si è chiusa dopo cinque anni. Lo scioglimento deciso dal presidente Carlo Azeglio Ciampi è, a tutti gli effetti, un'eutanasia tecnica. Il rispetto della scadenza naturale del 9 maggio avrebbe infatti comportato elezioni in piena estate e a ridosso del G8 di luglio che si svolgerà a Genova.

L'ultima legislatura a chiudersi dopo cinque anni era stata la decima (1987-1992). In quel caso, lo scioglimento venne deciso dall'allora presidente Francesco Cossiga per l'impossibilità di risolvere la crisi del secondo governo di Bettino Craxi. Nella tredicesima legislatura si sono succeduti quattro governi. Dopo la vittoria dell'Ulivo del 21 aprile 1996 Romano Prodi forma rapidamente il suo governo e il 18 maggio giura nelle mani del presidente Oscar Luigi Scalfaro. Nel gennaio 1997 prende il via la Commissione Bicamerale per la riforma della Costituzione. Il presidente è Massimo D'Alema. La bicamerale fallirà nel giugno 1998.

Il 3 maggio 1998 l'Unione europea annuncia che l'Italia ha rispettato i parametri di Maastricht ed entra nel gruppo dei fondatori della moneta unica europea. Prodi cade il 9 ottobre 1998. La Camera gli nega, per un voto, la fiducia. Determinante la decisione del segretario di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti di ritirare il proprio appoggio al governo. Il nuovo governo di Massimo D'Alema giura così il 27 ottobre 1998. E' la prima volta che un ex comunista siede a Palazzo Chigi. D'Alema cambia alcuni ministri e crea un governo bis nel dicembre 1999. Dura fino alle regionali 2000. Dopo la sconfitta del centrosinistra si dimette ed è sostituito da Giuliano Amato.

Cinque anni in cifre

Nella tredicesima legislatura è aumentato il numero delle sedute del Parlamento e delle ore di seduta delle assemblee, delle commissioni e delle giunte. In media, i parlamentari italiani sono stati riuniti alla Camera e al Senato undici ore al mese. Rispetto ad altre legislazioni, il Parlamento ha legiferato meno. In tutto sono state approvate circa ottocento leggi. Tra queste, cresce il numero delle leggi di delega e di autorizzazione alla delegificazione: 113, pari al 14 per cento del totale. Nella dodicesima legislatura, questo tipo di leggi rappresentavano appena il 4 per cento. Le deleghe sono state utilizzate soprattutto per realizzare il trasferimento di funzioni alle Regioni e agli enti locali e per adeguare l'ordinamento italiano a quello della Comunità Europea. E' cresciuto moltissimo il lavoro della Commissioni volto ad esprimere pareri su atti del Governo. Più che triplicato rispetto alla dodicesima legislatura (che però è durata meno della metà della tredicesima) il numero delle interpellanze. Il numero delle interrogazioni a risposta scritta è cresciuto di sette volte e mezzo. I parlamentari (soprattutto quelli dell'opposizione) hanno, dunque, "marcato stretto" gli esecutivi che si sono succeduti.

Duecento i parlamentari che hanno cambiato gruppo di appartenenza nel corso della legislatura. Per chiudere una curiosità: la legislatura appena conclusa ha fatto registrare il record di visitatori (oltre 370.000) a Montecitorio.

Antonello Sacchetti/Grandinotizie.it/16 marzo 2001 ore 12:32


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