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Le elezioni del
21 aprile 1996 segnano la più bassa affluenza alle urne registrata
in Italia per le elezioni politiche. Vota l'82,9 per cento degli
aventi diritto.
Analizziamo la vittoria del centrosinistra partendo dai dati del
Senato. L'Ulivo ottiene 13.434.606 voti, pari al 41,2 per
cento e a 157 seggi. I Progressisti (denominazione con cui Rifondazione
Comunista corre nei seggi decisi dall'accordi di desistenza con
l'Ulivo) raggiungono 934.974 voti, pari al 2,9 per cento, ottenendo
dieci seggi. Con 167 senatori su 315, Romano Prodi può
contare su una maggioranza blindata nella camera alta. Il Polo
per le Libertà arriva al 37,3 per cento (12.185.020 voti) e ottiene
116 seggi. La Lista Pannella-Sgarbi (alleata del centrodestra)
ha 509.826 voti: 1,6 per cento e un seggio. La Lega Nord raccoglie
3.394.733 voti. Un 10,4 per cento che frutta 27 seggi. La Fiamma
porta a casa 747.487 voti, pari al 2,3 per cento: un senatore.
Rimane uno 0,6 per cento di forze autonomiste che equivale a tre
seggi.
Più complessa la situazione alla Camera. Nella parte uninominale
L'Ulivo conquista 251 seggi, Rifondazione Comunista 15. Il Polo
ne ottiene 169 e la Lega 39. La Fiamma non ottiene alcun seggio.
Nel proporzionale la prima forza è il Partito Democratico della
Sinistra con il 21,1 per cento. Buono il risultato della lista
Per Prodi (Popolari, repubblicani, Sud Tirolen Volks Partei e
Ud valdostana): 8,6 per cento. La Lista Dini è al 4,3 per cento.
Non male per una formazione nata da due mesi. I Verdi non raggiungono
il quorum, fermandosi al 2,5 per cento. Il centrosinistra disperde
così quasi un milione di voti. Forza Italia è il secondo partito
nazionale: 7.712.149 voti pari al 20,6 per cento. Alleanza Nazionale
non effettua il sorpasso sul partito di Silvio Berlusconi,
ottenendo 5.870.491 voti pari al 15,7 per cento. Ccd-Cdu superano
ampiamente la soglia di sbarramento: 2.189.563 voti pari al 5,8
per cento. La Lista Pannella-Sgarbi si ferma all'1,9 per cento.
Dispersi 702.988 voti. La Lega Nord con 3.776.354 voti si ferma
al 10,1 per cento. Riepilogando la situazione della Camera, L'Ulivo
è al 34,8 per cento con 289 seggi. Rifondazione con l'8,6 per
cento ottiene 35 deputati. Il Polo per le Libertà ha 246 deputati
in virtù di un complessivo 42,1 per cento. La Lega Nord ha il
10,1 per cento e 59 seggi. Quasi nessuno spazio (4,4 per cento)
per altre forze minori. Ottengono appena un seggio.
Da questo quadro emergono due fattori determinante per tutte le
vicende della legislatura. L'Ulivo alla Camera deve contare sull'appoggio
di Rifondazione. L'accordo dura due anni e mezzo. Poi la maggioranza
si spacca e il nuovo governo di Massimo D'Alema si regge
sul sostegno decisivo dell'Udeur di Francesco Cossiga e
Clemente Mastella. L'altro elemento fondamentale è che
nel Paese la destra è maggioranza. Se al dato in percentuale del
Polo si somma quello della Lega, si ottiene una coalizione che
supera abbondantemente il 50 per cento. A distanza di cinque anni,
le elezioni del 13 maggio 2001 ci diranno cosa è cambiato.
Antonello Sacchetti/Grandinotizie.it/16 marzo
2001 ore 17:36
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