Dossier
Elezioni 2001
Il punto
News
Scenario
I fatti, i perché
Protagonisti dossier
Hanno detto
Dall'A alla Z
Curiosità e numeri
Libri e film
Glossario dossier
Rassegna stampa
Link
 
 
Home
 Ultim'ora - Dossier - Dall'A alla Z - Protagonisti - Hanno detto - Sondaggi   <<back
 
  
L'aula Comotto in una stampa
 
 Archivio
 Le precedenti elezioni
 La legge
 Ancora Mattarellum
 Linguaggi
 Parla come voti
 Tv e urne
 Quanto "pesa" lo schermo
 Legislature
 La tredicesima volta
 Storia
 Governi d'Italia
I segreti della legge elettorale
Come si vota
Due camere, tre schede e mille dettagli complicati

L'attuale legge per l'elezione del Parlamento è stata approvata nell'estate del 1993 ed è entrata in vigore con le elezioni del 27 marzo 1994. Si tratta di un sistema elettorale misto, con una parte maggioritaria ed una proporzionale. Per spiegarla cerchiamo di affrontare un punto alla volta.

Due camere
Il sistema parlamentare italiano è un bicameralismo perfetto. Camera dei deputati e Senato hanno pari poteri. Una legge, ad esempio, deve sempre ricevere la doppia approvazione. Il sistema elettorale è però leggermente differente.

Camera dei deputati.
Possono essere eletti tutti cittadini che abbiano compiuto 25 anni. Votano i maggiori di 18. I deputati sono 630. Si vota con due schede, una per il maggioritario, una per il proporzionale. Dividendo la popolazione italiana (56,778,031) per il numero dei deputati (630), si ha il numero di abitanti (90,123) necessario ad eleggere un deputato. Per stabilire quanti deputati elegge una regione, ad esempio, si divide il numero dei suoi abitanti per 90,123. La Lombardia è la regione più popolosa ed elegge 98 deputati.

Le circoscrizioni
Tutto il territorio italiano è diviso in 27 circoscrizioni. In genere corrispondono al territorio di un'intera regione. Piemonte, Veneto, Lazio, Campania e Sicilia sono suddivise in due circoscrizioni. La Lombardia in tre. La legge elettorale prevede che il 75 per cento dei deputati venga eletto con il sistema maggioritario e il restante 25 per cento con il proporzionale. Se una circoscrizione, ad esempio, ha diritto ad eleggere 42 deputati, 32 verranno eletti col maggioritario e 10 col proporzionale. Per eleggere i 32 dell'uninominale, si divide il territorio in 32 collegi. Da ognuno di essi esce un solo deputato.

Collegi uninominali
In tutto il Paese sono 475, il 75 per cento di 630. Ogni lista o coalizione presenta un solo candidato. Sulla scheda elettorale possono comparire da uno a cinque simboli in sostegno ad ogni nome. Si vota tracciando una croce sul nome del candidato o su uno dei simboli che lo appoggiano. Vince il candidato che ottiene la maggioranza dei voti. Basta anche un solo voto in più del secondo. Se un deputato muore o si dimette bisogna svolgere votazioni suppletive nel collegio che lo ha eletto.

Quota proporzionale, scorporo, sbarramento al 4 per cento, lista bloccata
L'assegnazione dei seggi decisi dalla quota proporzionale comporta lo scorporo parziale dei voti relativi alle elezioni dei candidati collegati a quella lista nei collegi uninominali. Si sottraggono i voti strettamente necessari alla conquista del seggio, cioè i voti del candidato arrivato secondo più uno. Questo meccanismo è stato adottato per evitare che le liste che fanno il pieno nei collegi uninominali stravincano anche nel proporzionale. Si calcola la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista, escludendo le liste che non hanno raggiunto il 4 per cento. Si utilizza il metodo del quoziente naturale e dei più alti resti. Determinato il numero di seggi che spetta ad ogni singola lista a livello nazionale, si passa a ripartirli tra le diverse circoscrizioni in proporzione alle cifre elettorali conseguite dalle liste nelle diverse circoscrizioni. In base ai seggi attribuiti alle liste circoscrizionali, vengono proclamati eletti i candidati inseriti nella lista secondo l'ordine progressivo di presentazione. Per l'impossibilità di esprimere preferenze, la lista è detta "bloccata".

Liste civetta
Lo scorporo può essere aggirato dai partiti maggiori attraverso la creazione delle cosiddette "liste civetta". Alcuni dei candidati dei collegi maggioritari vengono collegati a liste finte, che non raggiungeranno mai il 4 per cento. In questo modo il partito più forte evita che nel proporzionale gli vengano sottratti i voti ottenuti dal candidato vincitore.

Senato
Votano i maggiori di 25 anni. Per essere eletti senatori bisogna invece aver compiuto quarant'anni. Si vota con una sola scheda. I senatori eletti sono 315. Ad essi vanno aggiunti i senatori a vita. Sono tutti gli ex presidenti della Repubblica e alcuni cittadini nominati per altissimi meriti dal capo dello Stato. Il Senato è eletto su base regionale. Ognuna delle 20 regioni italiane costituisce una circoscrizione alla quale spetta un certo numero di senatori. Nessuna regione può avere meno di sette senatori (Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Basilicata), tranne il Molise che ne ha due e la Valle d'Aosta che ne ha uno. Questo per garantire la rappresentanza anche alle regioni meno popolose. Assegnati 31 senatori a 6 regioni, gli altri 284 vengono assegnati, proporzionalmente alla popolazione, alle altre 14 regioni. Anche per il Senato il 75 per cento dei seggi (232) è assegnato con il sistema maggioritario e il 25 per cento (83) con il sistema proporzionale.

Collegi uninominali
Anche per il Senato ogni circoscrizione viene divisa in tanti collegi uninominali quanti sono i senatori da eleggere con il sistema maggioritario. Vince chi ottiene più voti degli altri. Anche un voto solo.

Recupero proporzionale
83 seggi vengono attribuiti in proporzione ai voti conseguiti a livello regionale dai non eletti collegati tra loro. Per il Senato si compie lo "scorporo totale". Dal calcolo dei voti conseguiti su scala regionale, si escludono i voti ottenuti dai candidati che già sono risultati eletti.


inizio pagina
Ultim'ora - Dossier - Dall'A alla Z - Protagonisti - Hanno detto - Sondaggi   <<back