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La Chiesa: comunque importante votare
Il decalogo di Ruini
I vescovi non si schierano, ma indicano la strada…

Un decalogo per superare la "sindrome dell'orfano". Questa la ricetta del cardinale Camillo Ruini che, all'apertura della sessione primaverile del Consiglio episcopale permanente, ha invitato i cattolici a non disertare le urne, perché uno Stato non può fare a meno della politica e questa esige che ciascuno si assuma la responsabilità del voto.

"La Chiesa e le varie realtà ecclesiali - ha spiegato Ruini - non devono e non intendono coinvolgersi con alcuna scelta di schieramento politico o di partito. Ciò non significa ritenere ogni idea o visione della vita compatibile con la fede, e nemmeno con una facile adesione a forze politiche che si oppongono, o non prestano sufficiente attenzione ai contenuti qualificanti della dottrina sociale della Chiesa". In sostanza il presidente della Cei, ha indicato quali sono i principi e gli obiettivi che possono aiutare i cattolici nella loro scelta, con un avvertimento: rimane salva la legittima varietà di opzioni, senza alcuna "indebita selezione" fra i criteri proposti.

Ma vediamo quali sono queste dieci indicazioni:

Vita Secondo i vescovi va difesa in ogni istante della sua esistenza, nel "rispetto integrale degli embrioni". No alla clonazione e all'eutanasia.

Famiglia Non sono ammesse altre forme se non quella "fondata sul matrimonio". No alla convivenza e alle coppie omosessuali. Inoltre, secondo Ruini occorre approvare una nuova legislazione organica che fornisca alle famiglie sostegni giuridici, fiscali, educativi ed assistenziali.

Parità scolastica E' un obiettivo da raggiungere al più presto per arrivare ad un sostegno pieno e concreto alle scuole libere.

Occupazione e giustizia sociale I vescovi chiedono più attenzione per le fasce deboli e per il Mezzogiorno, "facendo salva la libertà e l'efficienza del sistema economico e produttivo".

Immigrazione Un'accoglienza mirata ad "un dignitoso inserimento" nel rispetto dei valori e "delle norme che regolano la nostra convivenza".

Sicurezza Contrastare la criminalità e l'illegalità senza "venir meno ai principi e alle garanzie proprie dello stato di diritto".

Salute e ambiente Difenderli contrastando i pericoli "derivanti dalle manomissioni della realtà".

Riforme istituzionali Completarle, valorizzando le autonomie locali e realizzando insieme un "adeguato rafforzamento dell'esecutivo centrale".

Unità europea Portarla avanti senza "rinunciare al nostro patrimonio culturale, civile e morale".

Solidarietà internazionale Impegno nel perseguimento della pace e della giustizia; particolare attenzione alle popolazioni che si trovano in condizioni di povertà e disagio sociale.

Secondo alcuni la priorità assegnata alle questioni etiche su quelle sociali corrisponde all'analoga priorità affermata dai proclami della Casa delle libertà. Il centro-destra, infatti, ha accolto con entusiasmo il discorso di Ruini e vi ha visto un chiaro sostegno ai propri programmi. Piero Fassino, candidato vicepremier dell'Ulivo, ribatte che quello di Ruini è un intervento "ricco di spunti interessanti e utili", ma non è un invito al voto per la Casa delle libertà. "Il centrosinistra - chiarisce - ha le carte in regola per affrontare il confronto". Per il leader del Ppi, Pierluigi Castagnetti. "etichettare per un verso o per l'altro il cosiddetto decalogo esposto dal cardinale Ruini è fuori luogo ed offensivo".

Ma non tutto lo schieramento di centro-sinistra la pensa così: Verdi e comunisti hanno interpretato il decalogo come un chiaro attacco alla laicità dello Stato.

Una cosa comunque è certa: il cosiddetto voto cattolico potrebbe essere determinante nella partita del 13 maggio. Non più unito come in passato, negli anni della Democrazia cristiana, ha comunque il suo peso. Lo sanno bene sia il Polo sia il centro-sinistra, che ora faranno a gara per tirare a destra o a sinistra il cardinale Ruini e il suo decalogo.

Elisabetta Tanini/Grandinotizie. It/28 marzo ore 14:00


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