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I tavoli delle consultazioni e quelli delle colazioni

Governi che vanno e governi che vengono, coalizioni che si fondano e coalizioni che si spaccano, politici che si candidano e politici che perdono. Nel continuo panta rei di Montecitorio pochi sono i punti fermi che possono rassicurare gli italiani. Tra questi c'è "il triangolo d'oro" colazione, pranzo e cena. Infatti, nemmeno i vip della Seconda Repubblica hanno dimenticato la saggezza popolare secondo la quale a stomaco pieno si ragiona meglio.

La città italiana culla della politica nazionale, Roma, offre a deputati, senatori e presidenti tutto il necessario per rifocillarsi dopo le dure fatiche alle Camere.

Entrare da Il Bolognese a piazza del Popolo, ad esempio, significa incontrare la creme de la creme - non a caso - della politica italiana. L'ex sindaco di Roma ora candidato leader del centrosinistra Francesco Rutelli non perde occasione per sedersi a uno dei raffinati tavolini del ristorante. Da tipico italiano non esita a trangugiare piattoni di pasta, preferendo in particolar modo le lasagne o i tortelloni di ricotta. Tutti al locale lo sanno, così come conoscono i suoi gusti "para-vegetariani" che gli suggeriscono spesso scelte differenti dalla carne.

Esattamente al contrario di Clemente Mastella, segretario dell'Udeur, che ordina solo carne rossa. Anche in tempo di mucca pazza. Trasgredendo a quanto i gourmet imporrebbero, però, non accompagna i suoi pasti con il vino rosso. In verità, l'onorevole post-Dc beve esclusivamente acqua, così come il ministro delle Finanze Ottaviano Del Turco. L'ex numero due della Cgil è completamente astemio e non si lascia mai tentare. Il suo unico punto debole è il bollito, piatto preferito che non abbandona in nessun caso.

Silvio Berlusconi, candidato per la Casa delle Libertà alla presidenza del Consiglio, non ha mai dato specifiche indicazioni ai cuochi de Il Bolognese, affidandosi alle loro cure e gustando di tutto.

Non come l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga che quando si reca nel ristorante del prestigioso Hotel de Russie chiede esclusivamente filetto di carne e il suo vino preferito (tenuto segreto dai ristoratori per non fare pubblicità). Leggero per i pranzi, spesso di lavoro, più corposo per le cene alla ricerca del relax, il vino del "picconatore" proviene sempre e comunque dalla sua terra natia: la Sardegna.

Altra meta tipica dei politici italiani nella Capitale è il ristorante I due Ladroni, dove oltre a innumerevoli portate di pesce, possono trovare tutta la discrezione e il rispetto della privacy immaginabili. Moglie e marito titolari dell'esclusivo ristorante curano i clienti come se fossero dei piccoli indifesi non concedendo a nessun estraneo nemmeno uno sguardo. "Mangiano bene, mangiano con moderazione", nulla di più sfugge dalle loro bocche abituate a trattenere gustosi e prelibati sapori.

E altro locale storico è Fortunato al Pantheon. Era la meta preferita dall'ex leader repubblicano - e presidente del Consiglio - Giovanni Spadolini. Adesso si contendono la palma di aficionados Giuliano Ferrara e Lino Jannuzzi.

Grandinotizie:it/2 aprile 2001 ore 21:05


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