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Astensionismo
Fenomeno quasi sconosciuto in Italia fino a qualche anno fa, è stato uno dei fattori determinanti della vittoria del centrodestra nelle amministrative del 2000. Lo teme soprattutto l'Ulivo, ma tutti sono costretti ad occuparsene.

Bobbio Norberto
E' stato il primo a schierarsi contro Berlusconi. Nell'ottobre 2000 ha dichiarato che battere la destra "è un dovere morale". Non sembra che l'appello abbia incontrato molte adesioni nemmeno a sinistra.

Cecchi Gori Vittorio
Produttore cinematografico, proprietario di Telemontecarlo, patron della Fiorentina e senatore del Partito Popolare. Dopo le dimissioni obbligate di Terim la squadra è andata in crisi e i tifosi viola si sono messi a raccogliere firme per chiedergli di vendere la società. I guai non finiscono qui: la vendita di Tmc è più complicata del previsto e il Ppi toscano ha deciso di non candidarlo più nel collegio senatoriale di Firenze.

D'Alema
E' lui a sedere nella "seconda cabina di regia" dell'Ulivo denunciata da Arturo Parisi? Berlusconi lo vorrebbe come leader dell'opposizione. Rutelli lo vorrebbe come ministro degli Esteri. Molti, nell'Ulivo, non lo possono vedere. Sicuramente l'ex premier non sta a guardare. In questi anni, ha stabilito relazioni importanti con i "poteri forti" e in campo internazionale. La sinistra italiana non può comunque prescindere dal primo (e finora unico) ex comunista a palazzo Chigi.

Estero Italiani
Non voteranno nemmeno stavolta, malgrado nell'ottobre 1999 sia stata modificata la Costituzione, fissando a 18 (12 deputati e 6 senatori) il numero dei parlamentari eleggibili dagli oltre tre milioni di italiani residenti all'estero. Manca una legge ordinaria che indichi modalità di candidatura e di esercizio del diritto di voto. E manca il tempo per ridefinire i collegi del territorio nazionale stravolti dall'attribuzione di 18 parlamentari alla Circoscrizione Estero.

Federalismo
Lo volevano tutti, ma alla fine è stato il punto di scontro tra Ulivo e Polo in Parlamento. Passata la legge voluta dal centrosinistra, entrambi gli schieramenti hanno raccolto firme per il referendum integrativo. Quando la riforma diventa terreno di propaganda elettorale.

Gentiloni Paolo
Portavoce tuttofare di Francesco Rutelli. Proviene da una storica famiglia romana da sempre in politica (un antenato di Paolo è l'artefice dell'accordo tra cattolici e liberali del 1913 detto, appunto, "Patto Gentiloni"). Assessore al Turismo, Giubileo, Comunicazione e Relazioni estere del comune di Roma, è stato il primo, nel 1994, ad avanzare la candidatura di Rutelli a premier. In seguito ha guidato il suo distacco dai Verdi e ha sponsorizzato la nascita dell'Asinello. Formatosi in Legambiente, ha ottimi contatti in Vaticano, grazie anche a suo zio Filippo, ex gesuita ed editorialista del Manifesto.

Harakiri
Sembra lo sport preferito da alcuni esponenti dell'Ulivo. Ancora prima dell'apertura ufficiale della campagna elettorale sono cominciate accuse reciproche tra centro e sinistra. L'immagine della coalizione ne ha risentito parecchio.

Indro Montanelli
il conservatore deluso. Nel 1976 invita gli italiani a "turarsi il naso e votare Dc" per evitare il sorpasso comunista. Nel 2001 dichiara che voterà Ulivo pur di fermare Berlusconi.

Juventus-Roma
Il match scudetto in programma il 6 maggio ha convinto Massimo D'Alema a schierarsi tra i sostenitori del 13 maggio come data del voto. In fondo, anche gli antichi greci interrompevano le guerre in occasioni delle Olimpiadi…

K fattore
K come Kommunist. Fino alla caduta del Muro di Berlino era il fattore che impediva ai Partiti comunisti di governare nei Paesi dell'Europa occidentale. Oggi il comunismo e la Guerra Fredda sono finiti. Sopravvive l'anticomunismo come strumento di propaganda.

Letta Enrico
Ministro dell'Industria enfant prodige (classe 1966) dell'Ulivo. Poco prima dell'apertura della campagna elettorale ha pubblicato un libro in cui non risparmia frecciate ai compagni di coalizione. Rimpiange lo "spirito dell'Ulivo" originario. Cioè il governo Prodi.

Milan
La nota stonata della campagna elettorale di Berlusconi. Presentarsi al voto come presidente di una squadra in crisi è un danno d'immagine. Ma per avere una squadra vincente Berlusconi avrebbe dovuto fare una campagna acquisti come quelle di una volta. I suoi consiglieri hanno però consigliato moderazione. Un candidato premier non può spendere centinaia di miliardi per il calcio e poi parlare delle pubbliche finanze. Sarà un caso, ma dopo l'ingresso di Berlusconi in Parlamento nel 1994, il Milan ha chiuso un ciclo vincente durato quasi dieci anni.

Noia
"Tutto il resto è noia", canta Franco Califano. Potrebbe essere la colonna sonora di una campagna elettorale senza sussulti, basata più sui battibecchi tra i politici che sui programmi delle coalizioni. Alla terza replica, il maggioritario comincia a provocare parecchi sbadigli.

Oscar Luigi Scalfaro
L'ex Presidente della Repubblica torna a sorpresa sulla ribalta politica. Cattolicissimo, prende posizione contro le "consultazioni" del Vaticano e dà la netta impressione di schierarsi con l'Ulivo. C'era una volta l'uomo del Colle.

Pannella
Questa volta sembra intenzionato a correre davvero da solo. Da sempre con tutti e contro tutti, dopo una serie di interventi al cuore, il vecchio leader radicale non rinuncia al ruolo di battitore libero della politica italiana. Sulla scena potrà anche esserci stata per un po' Emma Bonino, ma il Partito Radicale è cosa sua.

Quattro
Per cento. Cosa non si fa per superare la soglia di sbarramento nel proporzionale. Socialisti e Verdi creano il Girasole, Casini e Buttiglione promettono di unire Ccd e Cdu. I comunisti di Cossutta sono sicuri di farcela benissimo da soli, così come Di Pietro e D'Antoni. Chi vivrà vedrà.

Rai
Terreno di lottizzazione politica per eccellenza. SI prevedono stravolgimenti in caso di vittoria del centrodestra. Il Presidente Roberto Zaccaria rimane fedele all'Ulivo. In molti lo vedono "primo partente" dopo il voto di maggio.

Sodano Angelo
Suscitano perplessità le consultazioni del cardinale Segretario di Stato con i leader delle due coalizioni. Normali colloqui o ingerenza? Finita la Democrazia Cristiana, il Vaticano cerca punti di riferimento in tutti (o quasi) i partiti.

Tredici maggio
Anche la data del voto è diventata motivo di scontro tra i poli. Alla fine è prevalsa quella gradita al centrodestra.

Umberto Bossi
Il leader leghista è l'architrave della Casa delle libertà. Con l'alleanza con la Lega, il centrodestra si è garantito il pieno di collegi nel nord.

Veronesi
Un ministro per tutte le stagioni? Il celebre oncologo scelto da Amato al posto di Rosi Bindi riscuote consensi anche nel centrodestra (Fini escluso). Qualcuno Per un po' nicchia, visibilmente lusingato
Web. Per la prima volta tutti partiti impiegano massicciamente internet nella campagna elettorale. Non tutti dimostrano però grande dimestichezza con le nuove tecnologie.

Yes man
I consiglieri di cui amano circondarsi molti uomini politici. Sia Berlusconi che Rutelli cercano di ricorrere il meno possibile alle segreterie dei partiti delle coalizioni. Più semplice lavorare con collaboratori conosciuti e fedeli. Bravi, instancabili e dicono sempre di sì.

Zecchino Ortensio
Ex Ministro dell'Università in quota Ppi, ha lasciato governo e partito per seguire D'Antoni e Andreotti nella Democrazia Europea. Se la nuova formazione avrà un ruolo decisivo per la formazione di una maggioranza, Zecchino avrà senz'altro incarichi di governo.

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