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Nessun presidente ha stimolato la creatività di sceneggiatori e registi quanto quello americano. La figura del presidente degli Stati Uniti è infatti al centro di numerosi film dei generi più diversi, dalla commedia, al thriller di fantapolitica, alla ricostruzione storica.

A quest'ultima categoria appartengono due film di Oliver Stone che indagano con scrupolosità e maniacale attenzione per i particolari due capitoli fra i più neri della storia americana: l'omicidio di John Fitzgerald Kennedy e gli anni della presidenza di Richard Nixon.

In JFK-Un caso ancora aperto (Usa, 1991), Stone porta sullo schermo la tesi sostenuta in Il complotto che uccise Kennedy, un testo scritto da Jim Garrison, un procuratore di provincia (interpretato da Kevin Costner) convinto che i diretti responsabili dell'omicidio fossero la Cia e il governo. Più che un semplice film, per alcuni critici questa pellicola costituisce una vera e propria crociata in favore della riapertura del caso Kennedy. L'intento non venne raggiunto, ma vennero conquistati due premi Oscar.

Nixon-Gli intrighi del potere (Usa, 1995) è invece un ritratto del presidente dello scandalo Watergate. Il film comincia nel novembre 1973 e prosegue con una serie di flashback che portano alla luce i più nascosti aspetti della storia e del carattere di un uomo che alla fine raggiungerà la consapevolezza di non essere stato altro che un capro espiatorio. Anche per la realizzazione di questa pellicola Stone si è avvalso dei contributi storico-giornalistici di persone che all'epoca dei fatti erano direttamente implicate nelle vicende ossia tre ex collaboratori del presidente. Nella parte di Nixon un memorabile Anthony Hopkins.

Sullo scandalo Watergate è anche Tutti gli uomini del presidente (Usa, 1976), film diretto da Alan Pakula che racconta come due giovani cronisti del Washington Post, Carl Bernstein e Bob Woodward (autori del libro su cui si è basato William Goldman per scrivere la sceneggiatura), scoprirono il collegamento tra Nixon e il caso Watergate. L'intento del regista era quello di presentare una fedele ricostruzione dei fatti e di bandire ogni invenzione. Vinse quattro Oscar.

Diversi i film di fantapolitica che hanno come protagonista il presidente americano: Sette giorni a maggio (Usa, 1964), di John Frankenheimer, con Burt Lancaster, Kirk Douglas e Ava Gardner, nel quale il presidente si trova al centro di un complotto organizzato dal proprio capo di Stato Maggiore; Potere assoluto (Usa, 1997), nel quale un ladro, interpretato da Clint Eastwood (che ne ha curato anche la regia), assiste, non visto, al litigio tra il presidente degli Stati Uniti (Gene Hackman) e la sua giovane amante, e poi all'omicidio di lei da parte delle guardie del corpo di lui; Nel centro del mirino (Usa, 1993), nel quale Clint Eastwood questa volta interpreta un anziano agente dei servizi segreti, tormentato dai sensi di colpa per non essere riuscito trent'anni anni prima ad impedire la morte di Kennedy e ora impegnato a difendere l'attuale presidente minacciato da un maniaco (interpretato da John Malkovich); Air Force One (Usa, 1997), nel quale il presidente, interpretato da Harrison Ford, riesce da solo a sconfiggere una banda di terroristi che aveva preso in ostaggio l'aereo presidenziale. Rispetto a questa versione del presidente americano, forse solo l'interpretazione di Bill Pullman in Independence Day riesce più inverosimile e "pacchiana", quando, infilato il casco, sale su un caccia militare e va a distruggere l'astronave che minaccia il pianeta terra.

Durante la presidenza Clinton poi, sono stati prodotti due film per così dire schierati: Il presidente-Una storia d'amore (Usa, 1995) e Sesso e potere (Usa, 1998).

Il primo narra la storia di un presidente degli Stati Uniti democratico che, rimasto vedovo, si innamora di una giovane e bella collaboratrice. Su di lui si abbatterà l'ingorda curiosità dei mass media e la propria popolarità ne uscirà fortemente intaccata. Il sincero, onesto, bravo, bello e galante presidente riuscirà però a riconquistare la fiducia degli elettori senza rinunciare all'amore.

Di segno opposto Sesso e potere, nel quale è in primo piano il presidente americano accusato di aver molestato una stagista della Casa Bianca e che, nel tentativo di deviare l'attenzione dell'opinione pubblica, fa scatenare una guerra contro l'Albania. Di poco precedente era stato lo scandalo di Monica Lewinsky, di poco successivo lo scoppio della guerra nel Kosovo. Un caso esemplare di come, alle volte, realtà e fantasia si intreccino pericolosamente.

Simone Collini/Grandinotizie.it/20 marzo 2001 ore 17:30


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