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Il discorso di George W. Bush del 29 gennaio 2002.
Cos'è il Discorso sullo stato dell'Unione
Il primo Discorso sullo stato dell'Unione risale al 1790, quando George Washington pronunciò il suo "Messaggio Annuale". Lo prevede la stessa Costituzione degli Stati Uniti. L'articolo 2, terzo comma, stabilisce che il presidente prepari e presenti al Congresso (l'organo legislativo negli Usa) un rapporto annuale sull'andamento degli affari pubblici. La relazione offre una panoramica finanziaria, economica e sociale della situazione a livello nazionale, permettendo al presidente di proporre le misure legislative che ritiene indispensabili, soprattutto in campo economico e militare. Nella relazione Il presidente è coadiuvato da consiglieri specializzati nei diversi settori.
Discorsi storici
Abraham Lincoln, 1862 (durante la Guerra civile americana)
"L'appassionante processo che stiamo vivendo ci consegnerà con onore o disonore alle prossime generazioni. Noi diciamo di essere per l'Unione. Il mondo non dimenticherà che lo abbiamo detto. Noi sappiamo come salvare l'Unione. Il mondo sa che noi sappiamo come salvarla. Noi, noi qui presenti, abbiamo il potere e ne sentiamo la responsabilità. Nel dare la libertà agli schiavi abbiamo garantito la libertà ai liberi, cosa onorevole in quel che diamo e in quel che preserviamo".
Woodrow Wilson, 1918
E' un discorso destinato a rimanere nella storia. Gli Stati Uniti sono entrati da un anno nella Prima Guerra Mondiale. Nel gennaio del 1918 il presidente Wilson traccia il suo programma di pace in Quattordici punti, in cui auspica l'autodeterminazione dei popoli, la fine del colonialismo e la fondazione di una Società delle Nazioni, un organismo super partes (antesignano dell'Onu) per scongiurare ulteriori conflitti armati. Le sue proposte saranno fondamentali per il nuovo rodine mondiale instaurato dopo la pace (novembre 1918).
Il terribile flop di Coolidge nel 1928
Nel 1928 Coolidge è al termine del suo mandato. Nel discorso sullo stato dell'Unione descrive un'economia americana in stato di grazia: "Nessun congresso americano riunito valutando lo stato dell'Unione, ha mai avuto di fronte a sé condizioni migliori di quelle attuali. All'interno c'è tranquillità e soddisfazione insieme al più alto indice di prosperità". Il crollo della borsa avverrà l'anno seguente e trascinerà gli Stati Uniti nella Grande Depressione.
Franklin D. Roosevelt, 1945
Gli Stati Uniti si apprestano ad affrontare gli ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale. Rossevelt traccia un bilancio del conflitto. Morirà pochi mesi dopo il suo ultimo discorso sullo Stato dell'Unione. "In tutte le operazioni a distanza delle nostre forze armate lo scopo finale, lo scopo più arduo, è stato raggiunto dal giovane americano medio, di poche pretese, gran combattente, che si è caricato del peso della guerra sulle proprie spalle. E' a lui che noi e le future generazioni di americani devono offrire un tributo di gratitudine".
Harry Truman, 1951
Siamo in piena Guerra Fredda. Il discorso del 1951 può essere considerato una sintesi efficace della cosiddetta "dottrina Truman": "Mentre noi ci incontriamo, i soldati americani stanno combattendo un'aspra guerra in Corea. Siamo grati al loro coraggio, alla loro devozione e al loro valore. I nostri uomini stanno combattendo, accanto agli alleati delle Nazioni Unite, perché sanno, come noi tutti, che l'aggressione alla Corea fa parte del disegno della dittatura comunista della Russia di impadronirsi del mondo, passo dopo passo. I nostri uomini stanno combattendo molto lontano da casa, ma stanno combattendo per le loro vite e la loro libertà. Stanno combattendo per proteggere il nostro diritto di incontrarci qui oggi, il nostro diritto di governarci come una nazione libera". "La minaccia della conquista del mondo da parte della Russia sovietica mette a rischio la nostra libertà e il tipo di mondo nel quale lo spirito libero dell'uomo può sopravvivere. Questa minaccia è diretta a tutti i popoli che si battono per vincere o difendere la loro libertà e l'indipendenza nazionale. In verità, lo stato della nostra nazione è in gran parte lo stato dei nostri amici e alleati nel mondo. Il fucile puntato contro di loro è puntato anche contro di noi. La minaccia è una minaccia totale e il pericolo è un pericolo comune. Tutte le nazioni libere sono esposte e tutte sono in pericolo. La loro sola sicurezza è nello stare insieme. Nessuna nazione può trovare protezione in una ricerca egoistica di un porto al sicuro dall'uragano".
George Bush, 1991
Gli Usa sono impegnati nella guerra a Sadadm Hussein. Ecco un brano del discorso di Bush senior. "Siamo impegnati in una grande battaglia nei cieli, nei mari e per terra. Noi sappiamo il perché. Noi siamo americani, parte di qualcosa più grande di noi stessi. Per due secoli abbiamo fatto un duro lavoro per la libertà. E ora guidiamo il mondo ad affrontare una minaccia alla dignità e all'umanità. La posta in gioco è più che un piccolo Paese, è una grande idea, un nuovo ordine mondiale, nel quale diverse nazioni si sono alleate in una causa comune per raggiungere le aspirazioni universali del genere umano: pace e sicurezza, libertà e rispetto delle leggi. Un mondo di questo tipo è degno dei nostri sforzi, e degno del futuro dei nostri figli".
Antonello Sacchetti/Grandinotizie.it/30 gennaio 2002
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