Dossier Bush
Il punto
News
Scenario
I fatti, i perché
Protagonisti dossier
Hanno detto
Dall'A alla Z
Curiosità e numeri
Libri e film
Glossario dossier
Rassegna stampa
Link
 
 
Home
 Ultim'ora - Dossier - Dall'A alla Z - Protagonisti - Hanno detto - Sondaggi   <<back
 
  
Inquinqmento atmosferico
 
 La squadra
 Gli uomini di Bush
 Il vice
 Dick Cheney
 Il presidente USA
 Funzioni e potere
 Bush vs Clinton
 Due presidenti
 Air Force One
 Lo studio ovale con le ali
 Casa Bianca
 Il simbolo della nazione
Uno scandalo che sfiora il presidente
Scoppia l'Enrongate
Il crollo del colosso energetico imbarazza la Casa Bianca

Rischia di trasformarsi in un caso delicato per la Casa Bianca il fallimento della Enron, il colosso texano dell'energia andato in bancarotta a dicembre 2001 (vedi anche IL FATTO Enron).

Il ministro della Giustizia John Ashcroft - che aveva avviato un'inchiesta ministeriale sulla vicenda - si è auto-ricusato a causa di un possibile conflitto di interessi. Ashcroft, infatti, nella campagna elettorale del 2000 aveva ricevuto sostanziose donazioni dalla Enron e anche il presidente George W. Bush aveva beneficiato di un sostegno della società per la sua vittoriosa campagna elettorale pari a 700 mila euro.

La Security exchange commission (Sec, l'equivalente statunitense della Consob), che sta conducendo una propria inchiesta sulla bancarotta della Enron, ha rivelato che alcuni dirigenti della Arthur Andersen - la società chiamata a certificare i libri contabili della Enron - hanno ammesso di aver distrutto un numero consistente di documenti ("forse migliaia") relativi alla multinazionale.

L'avvenuta distruzione di documenti contabili da parte della società di certificazione è avvenuta tra i mesi di settembre e dicembre del 2001, immediatamente prima del fallimento della Enron. Il crollo della società ha mandato sul lastrico 25 mila dipendenti che - ignari del dissesto finanziario - avevano reinvestito in titoli dell'azienda tutti i loro risparmi per assicurarsi la pensione. E ai quali era stata negata la possibilità di rivenderli, quando già alcuni dirigenti sapevano dell'imminente bancarotta.

La Andersen certificò una situazione contabile che non rispondeva al vero, ignorando perdite che stavano raggiungendo il miliardo di euro. Il titolo Enron scese da 90 dollari ad azione a 37 dollari. I 29 massimi dirigenti che hanno venduto le azioni in qual periodo hanno incassato 1,3 miliardi di euro. Il Congresso sta cercando di congelare i fondi residui e "bloccare" i ricavi dei manager.

Adesso il titolo Enron - scivolato a 30 centesimi - non vale più nulla: il 15 gennaio 2002 è stato sospeso da Wall Street: e ai 25 mila dipendenti non resta niente in mano.

Quello che interessa l'opinione pubblica è sapere se l'amministrazione Bush fosse o no a conoscenza del disastro imminente del colosso energetico texano. Dopo aver in precedenza negato, giovedì 10 gennaio 2002 la Casa Bianca ha ammesso l'esistenza di vari incontri tra dirigenti della società ed esponenti del governo Bush, compreso il vicepresidente Dick Cheney (con il quale ci sarebbero stati almeno quattro riunioni).

Il portavoce del presidente Ari Fleisher ha poi reso noto che il presidente della Enron, Kenneth Lay, ha chiamato direttamente, lo scorso autunno, il segretario al Tesoro Paul O'Neill e il segretario al Commercio Don Evans per esporgli i problemi finanziari della sua azienda. Sia Cheney che il presidente Bush, che è legato da una vecchia amicizia con il presidente della Enron, sostengono di non aver "mai parlato con Lay della situazione finanziaria del gruppo". La Casa Bianca "non fece nulla per salvare la Enron", si difendono a Washington. Ma, ha scritto il New York Times, "non fece nulla neanche per fischiare il fallo".

Ma la partita era falsata dall'inizio. La Enron, infatti, ha finanziato 75 dei 100 senatori che siedono al Campidoglio. Quando si dice la trasversalità...

Vedi anche Punto Bush del 21 gennaio 2002

Grandinotizie.it/16 gennaio 2002


inizio pagina
Ultim'ora - Dossier - Dall'A alla Z - Protagonisti - Hanno detto - Sondaggi   <<back