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Una lunga battaglia
sotterranea ha caratterizzato la nomina del nuovo ambasciatore
americano in Italia. Alla fine ce l'ha fatta sul filo di lana
l'imprenditore della Florida Melvin F. Sembler. Sarà lui
a succedere a Thomas Foglietta negli splendidi spazi di
Villa Taverna a Roma.
Conosciuto come lo 'zar degli shopping center', Sembler, 70 anni,
fervente repubblicano ed esponente della comunità ebraica, è il
presidente della Sembler Company, una società che negli ultimi
trent'anni anni ha costruito decine di centri commerciali in Florida
e Tennessee. Il neo ambasciatore è noto per le straordinarie capacità
di raccoglitore di fondi messe al servizio prima di Ronald
Reagan e poi dei due presidenti Bush, padre e figlio.
Per George W., si racconta, abbia raggranellato la somma
di mezzo miliardo di lire. Che gli è valsa la vittoria - per poche
centinaia di voti - in Florida e quindi la Casa Bianca. Il premio
per Sembler è di quelli più ambiti: la sede di via Veneto.
Si chiude così una vicenda tormentata che aveva rischiato di mettere
in crisi i buoni rapporti diplomatici tra Italia e Usa. Pochi
giorni dopo l'insediamento di Bush alla Casa Bianca, infatti,
destò preoccupazione in Italia il ritardo della consueta telefonata
di saluti. Una svista? O forse l'Amministrazione americana non
aveva interesse ad instaurare rapporti diplomatici con un governo
di fine legislatura, per di più con scarse possibilità di restare
in sella dopo le consultazioni elettorali di maggio? Ma per quanto
capo di governo a tempo determinato Amato, restava comunque
il rappresentante dell'Italia. Lo sdegno e lo stupore italiano
fecero il giro del mondo e l'attesa telefonata raggiunse finalmente
Palazzo Chigi.
Poi la vicenda assunse toni grotteschi. A marzo venne nominato,
a sorpresa, Rockwell A. Schnabel, un banchiere di
origine olandese la cui investitura sembra determinare l'interesse
di Bush a coltivare gli aspetti economico-finanziari del rapporto
tra Italia e Stati Uniti. Arriva il gradimento del governo italiano,
ma di Schnabel a Roma non c'è traccia. Poi si scopre che la la
Niaf, la Fondazione nazionale degli italo-americani, e altre organizzazioni
italo-americane avevano chiesto a Bush di ripensarci e di designare
un italo-americano.
In pole-position è Charles Gargano, ministro dell'Economia
dello Stato di New York, originario di Sant'Angelo dei Lombardi
in Irpinia. Sembra l'uomo giusto al posto giusto. Profondo conoscitore
dell'Italia, discreta padronanza anche della lingua, repubblicano
e sostenitore da sempre dei Bush, ottimi rapporti con i Palazzi
della politica italiana. Eppoi con uno sponsor d'eccezione: il
governatore George Pataki, che ne caldeggia la nomina.
Ma non basta. La Florida, per Bush, conta evidentemente più di
Little Italy. E Gargano non ce la fa.
"Mel Sembler porterà una grande esperienza", ha detto Bush
in un'intervista concessa alla Rai. "Volevo essere sicuro - ha
aggiunto il presidente - di mandare la persona giusta in Italia
perché con questo Paese c'è una relazione unica. E' una relazione
che richiede un diplomatico esperto, che sia vicino a me".
Anche perché ci sono rapporti da ricucire dopo la freddezza con
Amato e il centrosinistra. E con il premier Berlusconi
il feeling è certamente più facile: "Lo trovo affascinante, ha
avuto successo negli affari e per questo porta una prospettiva
interessante nell'arena politica", ha spiegato Bush. Per il presidente
le relazioni con l'Italia restano privilegiate. "Abbiamo rapporti
di sicurezza, abbiamo il commercio, abbiamo scambi culturali.
E ci sono centinaia di migliaia di italo-americani che vivono
negli Usa e sono fieri dell'Italia e amano l'America allo stesso
tempo".
E anche la Niaf alla fine ha accettato la sconfitta, con grande
fair-play. In una dichiarazione diffusa il 17 luglio, i responsabili
dell'associazione, Frank J. Guarini e Joseph R. Cerrell
hanno detto: "Il presidente Bush ha scelto una persona eminente
e
qualificata e d'esperienza. La nomina dell'ambasciatore Sembler
arriva in un momento importante per le relazioni tra Italia e
Usa, dopo che il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi
ha espresso il desiderio che l'Italia sia il più forte alleato
degli Stati Uniti nella nuova Europa. Auguriamo a Sembler
buona fortuna nel nuovo posto".
Grandinotizie.it/18 luglio 2001
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