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George Walker
Bush junior diviene il 43° presidente degli Stati Uniti d'America
nonostante ottenga 300.000 preferenze popolari in meno del suo
rivale Al Gore.
Questo significa che l'elezione del presidente Usa non è un'elezione
diretta. In ciascuno stato, infatti, i cittadini indicano sulla
scheda elettorale il nome del candidato prescelto, ma il loro
voto serve in realtà a nominare una serie di grandi elettori collegati
al candidato stesso. Sono loro che poi eleggeranno formalmente
il presidente.
Per le presidenziali il territorio degli Stati Uniti è suddiviso
in 51 collegi elettorali. Uno per ogni stato dell'Unione più Washington
D.C. E a ciascuno di questi collegi spetta un numero di grandi
elettori proporzionale alla popolazione dello stato (si va dai
3 del Wyoming ai 54 della California). Il candidato che ottiene
il maggior numero di voti popolari in un collegio si aggiudica
tutti i grandi elettori del collegio stesso, indipendentemente
dal margine di vantaggio sugli sfidanti. Il numero complessivo
di grandi elettori è 538. Per essere eletto Presidente, un candidato
ne deve ottenere la metà più uno, cioè 270. La data dell'insediamento
del neoeletto alla Casa Bianca è il 20 gennaio.
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