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Cronistoria di un'elezione difficile
Fumata grigia
L'America aspetta il suo presidente

L'elezione di George W. Bush è stata una delle più tribolate della storia americana. Ecco le tappe che hanno scandito quella che ad un certo punto ha assunto i toni della soap opera.

7 novembre 2000 - La notte delle elezioni: si capisce subito che lo stato chiave per la vittoria è la Florida. Dapprima i grandi network americani la assegnano a Gore, ma presto ci si accorge che il margine è troppo stretto per fare previsioni.

8 novembre 2000 - Bush sembra andare decisamente in vantaggio, poi i due candidati sono nuovamente appaiati, la situazione nelle proiezioni è sempre più confusa. Nella notte Gore telefona due volte a Bush. Prima ammette la sconfitta, poi ritratta. Il suo distacco nel frattempo si è ridotto drasticamente.

La legge a questo punto prevede un secondo conteggio dei voti. Il margine tra i due candidati è troppo esiguo. Esplode il caso Palm Beach: migliaia di elettori democratici sostengono di essere stati tratti in inganno dalla scheda elettorale poco chiara e scendono in piazza per protestare.

9 novembre 2000 - Lo staff di Gore chiede che siano ricontati a mano i voti di quattro contee della Florida, tradizionalmente democratiche.

10 novembre 2000 - Il secondo conteggio in tutte le contee della Florida si conclude, secondo l'Associated Press, con Gore in vantaggio di 327 voti.

12 novembre 2000 - La commissione elettorale della contea di Palm Beach decide che i voti siano contati a mano una terza volta

13 novembre 2000 - Il segretario di Stato della Florida, repubblicano, annuncia che non rinvierà la scadenza che impone a tutte le contee di spedire i risultati finali entro le 17 (le 23 italiane) di martedì 14. Alcune contee, inclusa Palm Beach, non avranno il tempo di concludere lo scrutinio a mano. Per i voti spediti per posta dai residenti della Florida che vivono all'estero, la scadenza è venerdì 17.

14 novembre 2000 - Fissata alle 17 la scadenza per certificare i voti. La decisione viene confermata da un giudice della Florida.

15 novembre 2000 - Fissata alle 14 ora locale il termine ultimo che le contee hanno per presentare una motivazione scritta dei nuovi conteggi manuali.

16 novembre 2000 - Gli avvocati di Bush presentano una memoria scritta alla corte d'appello federale di Atlanta per bloccare i nuovi conteggi. I democratici rispondono con una contro-memoria.

17 novembre 2000 - Il giudice di Stato annuncia che la settimana successiva sarà emessa un'ordinanza in cui si stabilirà se ha o meno il potere di ordinare una nuova votazione nella contea di Palm Beach. Afferma peraltro che la decisione del segretario di Stato, che esclude i risultati del conteggio a mano dal conto finale, è valida. A mezzanotte scade il termine per ricevere i voti dall'estero. La Corte suprema della Florida vieta al segretario di Stato di procedere alla certificazione del voto. L'undicesima corte di appello respinge il ricorso dei repubblicani che chiedevano di fermare i conteggi manuali.

18 novembre 2000 - Secondo dati non ufficiali con i voti arrivati dall'estero per posta, il vantaggio di Bush su Gore arriva a 930 voti.

20 novembre 2000 - Udienza della Corte suprema della Florida, chiamata a stabilire se i conteggi manuali in corso in tre contee dovranno essere inclusi nei risultati ufficiali. Il giudice della Florida Jorge Labarga decide che nuove elezioni nella contea di Palm Beach, richieste da alcuni elettori, sarebbero incostituzionali.

21 novembre 2000 - La Corte suprema della Florida delibera che i risultati delle elezioni presidenziali nello Stato dovranno tener conto delle verifiche a mano in corso in tre Contee. I repubblicani minacciano di ricorrere a qualunque strumento disponibile contro questa decisione ingiusta. Commentando la decisione Al Gore afferma che ha vinto la democrazia e invita George Bush a un incontro.

22 novembre 2000 - George Bush ricorre alla Corte Suprema federale per impugnare la decisione della Corte Suprema della Florida che ha ammesso il conteggio manuale in tre contee fino a domenica 26 novembre. Il candidato repubblicano alla vicepresidenza, Dick Cheney, viene ricoverato in un ospedale di Washington per "un infarto molto leggero". La Contea di Miami Dade rinuncia alla conta a mano perchè non farebbe in tempo a finire entro domenica.

23 novembre 2000 - Dopo che la Corte suprema della Florida ha respinto il ricorso con cui Gore voleva costringere la Contea Miami Dade a riprendere la verifica manuale dei voti, il candidato democratico fa sapere che contesterà la ratifica dei voti di quella contea.

24 novembre 2000 - La Corte suprema degli Stati Uniti accetta il ricorso presentato da Bush. Lo esaminerà venerdì primo dicembre.

26 novembre 2000 - Bush viene dichiarato vincitore. Alla scadenza del termine per la consegna dei conteggi manuali, il segretario di Stato della Florida, Katherine Harris, dichiara Bush vincitore per 537 voti. La Harris ha rifiutato di convalidare i voti di Palm Beach, giunti in ritardo. Gli avvocati di Gore dichiarano che i risultati non riflettono la volontà del popolo della Florida e che li contesteranno in tribunale. Bush in televisione si dichiara vincitore ed annuncia che ha già nominato il suo capo di gabinetto.

7 dicembre 2000 - La Corte Suprema della Florida ascolta le presentazioni dei legali di Gore e Bush: in ballo ci sono i 14.000 voti in due contee che i democratici vorrebbero ricontare.

8 dicembre 2000
- Ore 17: la Corte suprema della Florida dà ragione a Gore e ordina il nuovo conteggio manuale dei circa 14.000 voti scartati dalle macchine a Miami Dade e nelle altre contee dello Stato. Ore 18: Bush fa nuovamente ricorso alla Corte suprema degli Stati Uniti.

9 dicembre 2000 - In Florida cominciano i conteggi delle schede scartate dalle macchine. La Corte suprema federale blocca i conteggi e acconsente a esaminare il ricorso di Bush. Le parti esporranno le loro argomentazioni lunedì 11 dicembre.

12 dicembre 2000 - La Corte suprema degli Stati Uniti boccia definitivamente la possibilità di un nuovo conteggio dei voti della Florida perché mancano i tempi tecnici per farlo. Il Parlamento della Florida dominato dai repubblicani nomina i 25 grandi elettori dello stato: voteranno per Bush.

13 dicembre 2000 - Alle 21:00 Gore parla alla nazione in diretta televisiva e riconosce la sconfitta. Alle 22:00 George W. Bush parla alla nazione dall'aula del parlamento del Texas, a Austin: "Sarò il presidente di tutti gli americani e non solo di una parte di loro. Lavorerò con Gore per sanare le ferite di questo Paese dopo il difficile periodo che ha seguito il voto".

18 dicembre 2000 - In ogni stato si riuniscono i grandi elettori. George Bush è ufficialmente il presidente eletto con 271 grandi elettori contro i 267 di Al Gore.

6 gennaio 2001 - Il Congresso si riunisce in seduta comune nella Camera dei rappresentanti per contare ufficialmente i voti dei grandi elettori

20 gennaio 2001 - E' il giorno in cui, come da tradizione, il nuovo presidente giura fedeltà al Paese e si insedia ufficialmente alla Casa Bianca. George W. Bush è il 43° presidente degli Stati Uniti d'America.



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