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Pace, libero scambio, lotta al terrorismo: il piano di Bush

"Creare un futuro di pace e democrazia in tutto il mondo". È il fil rouge con cui George W. Bush intende legare i tasselli della sua politica estera. Se nel corso della campagna elettorale la stampa lo aveva dipinto come un presidente poco interessato alla politica internazionale, la lettura del suo programma elettorale precisa meglio la portata del suo "isolazionismo distintamente americano": Bush porterà l'America ovunque la salvaguardia dei suoi interessi nazionali lo richiederà, ma non la lascerà più in balia della "crisi del giorno", spogliandola una volta per tutte da quella divisa da gendarme del mondo che Clinton le aveva cucito addosso.

Gli Stati Uniti hanno delle priorità e la politica estera di Bush farà in modo di assecondarle. Ecco le quattro linee guida:
- Gli americani uniranno i propri sforzi a quelli dei loro alleati europei ed asiatici nell'intento di garantire la pace e affrontare le sfide che la transizione di due grandi potenze come la Cina e la Russia rappresentano per il mondo.

- Difenderanno i propri interessi nel Golfo Persico e si adopereranno per ristabilire l'equilibrio nel Medio Oriente.

- Ostacoleranno la proliferazione delle armi di distruzione di massa.

- Guideranno i propri partner economici verso un mondo che commercia in piena libertà.

Cina
Nei confronti della superpotenza asiatica, Bush ha definito soltanto il quadro entro cui la sua amministrazione cercherà di contenere le relazioni internazionali: "E' un Paese in transizione", ha spiegato il candidato americano. "Pertanto, per noi non è semplice prevedere le intenzioni di Stati che ancora non conoscono i loro destini. Se vogliono l'amicizia dell'America, questa stessa amicizia reggerà il mondo. Se intendono seguire una strada diversa sarà difficile trovare la pace che cerchiamo"

Il neo presidente ha invitato la Cina ad entrare nell'Organizzazione mondiale per il commercio internazionale, ribadendo che il governo di Pechino troverà nell'America un partner economico affidabile. Ma ha avvertito che "i diritti umani e la loro salvaguardia costituiscono valori fondamentali per l'America" e che considera il libero scambio commerciale come una tappa fondamentale nel cammino comune verso la libertà.

Ha annunciato, inoltre, che sosterrà l'ingresso di Taiwan nel Wto (World trade organization) e che difenderà la libertà della popolazione taiwanese dai tentativi di prevaricazione provenienti da Pechino.

Russia
Bush ha offerto alla Russia l'appoggio americano nella riforma delle sue strutture economiche e sociale in senso democratico e ha auspicato che il governo di Mosca si impegni per stabilire rapporti commerciali e relazioni politiche stabili con gli ex satelliti della vecchia Unione sovietica. Se, al contrario, la Russia persevererà negli attacchi alle popolazioni civili confinanti gli Stati Uniti sospenderanno gli aiuti degli istituti di credito internazionali.

Bush, poi, ha chiesto al governo russo un completo inventario del proprio apparato nucleare e di sostenere l'impegno americano contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa.

Scudo spaziale
Bush considera la sicurezza nazionale l'interesse americano prioritario. Per garantirla intende dotare gli Stati Uniti di uno scudo spaziale che, attraverso un sofisticatissimo sistema radar, sia in grado di neutralizzare gli attacchi missilistici contro la nazione. Ha proposto alla Russia e agli alleati europei la partecipazione al progetto. Ma al momento ha ricevuto un rifiuto.

Commercio internazionale
Bush sostiene il libero scambio come migliore politica commerciale possibile, ed è convinto che questo sia l'unico strumento in grado di assicurare agli Stati Uniti la prosperità e la competitività sul mercato globale e la diffusione nel mondo dei valori americani. Intende ampliare l'attuale area di libero scambio, negoziare nuovi accordi regionali di natura bilaterale e favorire l'ingresso della Cina e Taiwan nell'Organizzazione mondiale per il commercio. Libero scambio anche per i prodotti agricoli. Il programma politico di Bush prevede, infatti, la soppressione dei sussidi all'esportazione e l'abbattimento delle tariffe doganali nei confronti di tutti i paesi terzi.

Nato
Bush ha rinnovato l'impegno americano nei confronti dell'Alleanza Atlantica, sostenendo che per mantenere la Nato forte, unita ed efficiente è necessaria una definizione puntuale dei suoi obiettivi e un maggiore investimento dell'Europa in apparati militari di difesa.

Paesi arabi
Rinnovato l'impegno per la pace arabo-palestinese, Bush ha confermato ad Israele l'appoggio degli Stati Uniti.

Ha intenzione di sostenere l'apertura economica dell'India inaugurando una politica commerciale e d'investimenti diretti nel Paese senza, tuttavia, mettere a rischio il rapporto di vecchia data che lega America e Pakistan, un Paese che insieme all'India rimane fondamentale per la garanzia della sicurezza e della stabilità nella regione asiatica.

Ha ribadito, infine, il sostegno alle popolazioni arabe che si sentono costantemente minacciate dal regime iracheno di Saddam Hussein. Non a caso uno dei primi passi del suo governo è stato il bombardamento di Bagdad a metà febbraio 2001.

Terrorismo internazionale
Bush aumenterà l'impegno dell'Intelligence nazionale contro le minacce delle armate terroristiche e ha annunciato che l'America sarà implacabile nei confronti degli Stati che ne patrocineranno gli attacchi.


Lia Romagno/Grandinotizie.it/13 marzo 2001 ore 14:00


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