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Una prospettiva
per l'America. Così George W. Bush ha presentato agli elettori
degli Stati Uniti il suo programma politico. Ha esibito i successi
realizzati negli anni di reggenza texana. Ha proposto riforme
in tutti i campi: scuola, sicurezza sociale, sanità, giustizia,
bilancio. Non ha fatto mistero di voler azzerare i conti con l'America
di Clinton, e le ha sovrapposto la sua ricetta per "rendere
il Paese un posto migliore per vivere". Queste le sue linee guida:
Aborto
L'amministrazione repubblicana ammette l'aborto solo nel caso
la donna sia vittima di violenza, di incesto o sia in pericolo
di vita. Per questo ha sospeso i contributi agli organismi internazionali
che offrono servizi di contraccezione e di aborto all'estero.
Ambiente
Bush ha promesso una nuova era per la protezione dell'ambiente.
Intende riservare al governo federale soltanto l'individuazione
di linee generali, delegando agli stati la gestione delle specifiche
politiche ambientali. In particolare, Washington aumenterà il
suo impegno nello smaltimento dei rifiuti e nella "bonifica" delle
aree industriali contaminate, mentre ai governi locali spetterà
la piena competenza nella gestione del rapporto tra "aree protette"
e insediamenti urbani. Nel corso della campagna elettorale, inoltre,
Bush si era impegnato a combattere le emissioni di anidride carbonica
e a rispettare gli accordi di Kioto. Ma dopo appena 50 giorni
di presidenza ha fatto dietrofront sulla riduzione dei gas che
provocano l'effetto serra.
Assistenza sanitaria
In programma anche la riforma dell'assistenza sanitaria pubblica.
L'obiettivo è quello di garantire un sistema sanitario più moderno,
facilitare l'accesso alle strutture mediche e assicurare maggiore
disponibilità di farmaci. In particolare per gli anziani, il governo
federale parteciperà alla copertura dei costi sostenuti per le
medicine e per le polizze assicurative, mentre si assumerà completamente
le spese sostenute da quelli appartenenti alle fasce più basse
di reddito.
Criminalità
Rispetto della legge e certezza della pena. Secondo Bush contro
il crimine vince solo la linea dura. Il suo programma assegna
alla lotta alla criminalità giovanile la massima priorità ed in
questo senso richiede l'inasprimento delle norme giuridiche che
regolano la condotta dei giovani.
Alcool
Il presidente ha parlato di tolleranza zero nei confronti dei
ragazzi di età inferiore ai 21 anni sorpresi a consumare alcolici.
Armi
Intende perseguire duramente chi vende illegalmente le armi da
fuoco e limitarne la disponibilità per i giovani ed i criminali.
Droga
Sul fronte della lotta alla droga, Bush ha annunciato la promozione
di campagne di prevenzione all'interno delle scuole e un maggiore
impegno da parte delle forze dell'ordine nell'intercettazione
dei traffici di stupefacenti.
Per avvalorare la sua tesi, il presidente intende presentare i
risultati conseguiti durante il suo mandato texano che mostrano
un calo del crimine pari al 20 per cento e del 44 per cento per
la delinquenza giovanile. È convinto che la pena di morte possa
costituire un deterrente nei confronti delle condotte criminali
e non intende assolutamente rivedere le sue posizioni sulla necessità
di una punizione esemplare.
Difesa
Il neo presidente vuole potenziare e rammodernare la struttura
militare del Paese. La considera il fondamento della pace presente
e futura. Ha pertanto promesso aumenti di stipendio per i militari
di carriera e l'adeguamento della loro formazione alle sfide dell'era
tecnologica. Ha annunciato la riduzione delle armi nucleari statunitensi,
compatibilmente alla salvaguardia della sicurezza nazionale, e
la realizzazione dello scudo spaziale anti-missile che dovrà proteggere
gli Usa e i Paesi alleati dagli attacchi degli "Stati canaglia"
e dalle minacce terroristiche.
Nei confronti degli Stati che stanno rifornendo i propri arsenali
di armi di distruzione di massa e di quelli che patrocinano le
organizzazioni terroristiche, l'avvertimento di Bush è stato chiaro:
la reazione degli Stati Uniti sarà "devastante".
Immigrazione
Il 10 luglio 2001 visita Ellis Island, l’isoletta di New York
per decenni centro di smistamento di tutti gli immigrati che arrivavano
da oltreoceano. Bush dà qualche anticipazione dei programmi di
governo in materia di immigrazione. Promette che sarà cambiato
l’iter in modo che ogni pratica sia completata entro sei mesi.
Davanti a quello che oggi è il Museo dell’immigrazione, Bush ha
ricordato che “è stato l’afflusso di gente da ogni parte del mondo
a far grande l’America”.
New economy
L'amministrazione repubblicana considera l'impegno e la creatività
dei privati gli unici artefici del successo conseguito dagli Stati
Uniti nel settore delle nuove tecnologie. Intende contribuire
all'espansione della new economy ed estenderne i benefici all'intera
popolazione americana. Promuoverà, pertanto, la riduzione delle
tasse, e maggiori investimenti in attività di ricerca e sviluppo
e l'adeguamento professionale per i lavoratori impiegati nel settore.
Disporrà, infine, uno stanziamento di circa 3 miliardi di dollari
per dotare tutte le scuole di moderne apparecchiature informatiche
Scuola
I repubblicani hanno annunciato una radicale riforma del sistema
scolastico. Aumenteranno i controlli sugli istituti pubblici e
chiuderanno gli istituti che non danno risultati soddisfacenti.
Hanno proposto l'introduzione di un buono-scuola di 1500 dollari
l'anno (più di 3 milioni di lire) per dare alle famiglie meno
abbienti la possibilità di mandare i propri figli nelle scuole
private e religiose.
Sicurezza sociale
L'amministrazione repubblicana intende riformare il sistema previdenziale
favorendone la completa privatizzazione. Se, infatti, fino a qualche
anno fa tra pensionati e lavoratori c'era un rapporto di uno a
42, nei prossimi anni ogni pensionato potrà contare sui contributi
di due soli impiegati. Nel 2015 le indennità eccederanno i versamenti,
mentre il 2037 segnerà il completo tracollo del sistema. Stando
così le cose, solo due interventi potrebbero impedire il crash:
imporre ai lavoratori un aumento del 50 per cento dei contributi
previdenziali o tagliare le singole pensioni del 30 per cento.
Attualmente i lavoratori versano il 12,4 per cento del loro reddito
nella previdenza sociale: il ritorno reale di questo investimento
è pari ad appena il 2 per cento annuo. In alternativa Bush propone
ai lavoratori la sottoscrizione volontaria di fondi pensione integrativi
che assicurerebbero anche all'investitore più prudente un rendimento
annuo del 4 per cento. Secondo i suoi analisti, infatti, se un
giovane lavoratore con un guadagno annuo di 20mila dollari investisse
anche solo un sesto delle sue imposte sui redditi da lavoro in
un fondo monetario bilanciato potrebbe contare su un patrimonio
di oltre 100mila dollari (in termini reali) per integrare la sua
pensione. La riforma non lederà in alcun modo i diritti maturati
dalle persone già uscite dal mercato del lavoro o di quelle vicine
alla pensione.
Tasse
Il nuovo presidente intende ridurre le tasse, sfruttando il surplus
di bilancio che l'America ha accumulato negli ultimi anni. Il
suo piano fiscale distribuirebbe agli americani un quarto dell'eccedenza
di bilancio e prevede un taglio all'erario di circa 1600 miliardi
di dollari in 10 anni. Tra le misure proposte la soppressione
della tassa di successione e di quella che penalizza le coppie
sposate.
La sua politica fiscale dovrebbe tradursi in una riduzione dell'onere
fiscale a vantaggio delle fasce più deboli ed escludere 6 milioni
di famiglie dal pagamento dell'imposta sul reddito federale.
Passata indenne attraverso la Camera, la riforma ha subito profonde
modifiche al Senato. Bush ha dovuto accettare il ridimensionamento
della manovra fiscale annunciata - da 1600 miliardi a 1200 - dopo
un lungo braccio di ferro con i democratici.
Lia Romagno/Grandinotizie.it/ 6 marzo 2001 ore
18:33
aggiornato l'11 luglio 2001
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