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L'Oscar, la statuetta più ambita del cinema mondiale, l'oggetto che può far cambiare il cachet di un attore, facendolo lievitare visibilmente, ha anche delle proprietà "curative". Ma – come ogni "medicina" - se preso in dosi eccessive, può creare problemi di salute…
(Vedi anche dossier Oscar).
Gli attori sono al sicuro. La loro salute, per ogni oscar vinto, aumenta. Stando ad uno studio svolto dall'Università di Toronto, il miglior attore o attrice protagonista (nel 2001 sono stati premiati Russell Crowe e Julia Roberts), che porta a casa la pregiata statuetta, ha la vita allungata di ben sei anni.
La categoria degli sceneggiatori è a rischio. Secondo uno studio canadese, scrivere un film degno di un Oscar, fa male alla salute. Gli autori dei testi premiati con la statuetta, vivono quasi quattro anni di meno dei colleghi che sono stati candidati all'ambito premio cinematografico di Hollywood, ma che non l'hanno vinto. Gli studiosi hanno preso in considerazione i casi di 850 sceneggiatori candidati a un Oscar tra il 1929 e il 2001. La durata di vita dei vincitori è più breve in media di 3.6 anni, rispetto a coloro che invece non hanno vinto il premio.
Se poi i premi sono molti, quasi un'"overdose", l'Oscar fa malissimo. Gli sceneggiatori che accumulano più riconoscimenti, hanno un indice di mortalità del 22 per cento più alto dei non vincitori. Le sole nomination, anche se molte, non incidono sulla mortalità.
Chissà cosa pensa di queste teorie il mitico produttore Dino De Laurentiis, che quest'anno ha vinto l'Oscar alla carriera.
Quest'oggetto del desiderio chiamato Oscar, che nella cerimonia del 2001 ha anche subito un furto anomalo, dopo la consegna, viene collocato in posti inusuali. I vincitori della notte delle stelle, possono decidere di farlo diventare un semplice soprammobile, di metterlo sulla toilette in camera da letto, ma anche di metterlo in bagno.
Valentina Venturi
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