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Il vero nome è Heywood Allen Stewart Konisberg. Nasce a Brooklyn (più precisamente nel quartiere di Flatbush) il 1° dicembre 1935. I suoi genitori, Martin e Nettie, sono ebrei americani. I nonni provengono dall'Europa dell'Est. Per dare un'idea della sua infanzia, basta guardare Radio days (1987), uno dei suoi film più autobiografici. A 15 anni si ribattezza Woody Allen (prima di allora il soprannome era Red) e, sotto questo pseudonimo, comincia a scrivere battute umoristiche per diversi giornali di New York. Scrive anche testi per Bob Hope, uno dei suoi attori preferiti. A scuola va male. Dirà in seguito: "Ci sono poche cose nella vita divertenti come marinare la scuola. E' come rimandare la sedia elettrica". I genitori sognano per lui un futuro da avvocato o da medico. Ma a lui piace scrivere.
A ventuno anni si sposa con Harlene Rosen e scrive testi per spettacoli radiofonici e televisivi. Comincia ad esibirsi nei locali notturni del Greenwich Village di New York come stand-up comedian. Risalgono a questo periodo le sue prime sedute di analisi. Questa esperienza avrà un'influenza decisiva sul suo cinema. Negli spettacoli parla di sè, dei suoi problemi, del rapporto con le donne. Nel 1959 divorzia e si trasferisce ad Hollywood dove frequenta Danny Simon, commediografo e regista teatrale fratello del più famoso Neil. Ma la California non gli piace e preferisce tornare nella sua amata New York. Ricomincia con gli spettacoli teatrali nei club e riscuote l'attenzione dei critici. Nel 1964, il produttore cinematografico Charles K. Feldman gli commissiona la sceneggiatura del film Ciao Pussycat, diretto da Clive Donner, I temi trattati sono destinati a diventare i cardini di tutta la produzione di Allen: sesso e psicanalisi. Interpreta anche un piccolo ruolo accanto a Peter O'Toole e a Peters Sellers.
Ma non è contento di come la sceneggiatura è stata stravolta dal regista:"Non farò mai un altro film se non ne avrò il controllo completo". Comincia così una carriera lunghissima e fortunata. E' uno dei pochissimi registi americani a poter essere considerato un autore. Scrive, dirige e spesso interpreta il ruolo del protagonista. Il cinema di Allen ha poco a che fare con le regole dell'industria hollywoodiana. E' lui a decidere tutto. Gli attori (anche i divi più famosi) devono sottostare alle sue direttive. In sede di montaggio è capace di tagliare parti enormi del film, magari cancellando interi personaggi. Ne sa qualcosa il nostro Kim Rossi Stuart, scelto e diretto in Tutti dicono I love you ma poi "cancellato" alla moviola. Un'altra curiosità: i suoi protagonisti hanno sempre nomi brevi (Alvie, Isaac, Boris, Lenny, Sam, Harry...) perché si battono a macchina più velocemente.
Esordisce nella regia con Che fai, rubi? nel 1966. Nello stesso anno si sposa per la seconda volta, con l'attrice Louise Lasser. In pochi anni realizza i film che gli danno fama mondiale: Prendi i soldi e scappa (1969), Il dittatore dello stato libero di Bananas (1971) e Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere (1972), Amore e guerra (1975). Sono film di una comicità scatenata e fulminante. Nel 1977 la svolta. Io e Annie è un film ancora molto divertente, ma più amaro e più profondo. Gli frutta quattro Oscar: miglior film, migliore regia, sceneggiatura e attrice protagonista, Diane Keaton, sua nuova compagna nella vita.
Nel 1978 realizza Interiors, dramma psicologico chiaramente ispirato al cinema di Ingmar Bergman. Seguono altri capolavori, come Manhattan (1979) e Stardust Memories (1980). Nel 1981 comincia la relazione con Mia Farrow. Insieme gireranno 13 film e avranno un figlio (Satchel) nel 1987. Gli anni Ottanta vedono Allen sfornare un film dopo l'altro. Vale la pena ricordare i più importanti: Zelig (1983), Broadway Danny Rose (1984) La rosa purpurea del Cairo (1985), Hannah e le sue sorelle (1986), Crimini e misfatti (1989). Allen continua ad essere un regista molto prolifico anche nel decennio successivo. la media è di un film all'anno: Alice (1990), Ombre e nebbia (1991), Mariti e mogli (1992), Misterioso omicidio a Manhattan (1993), Pallottole su Broadway (1994), La dea dell'amore (1995) e Tutti dicono I love you (1996). Spazia dal giallo, al thriller metafisico, dal finto reportage al musical.
Nell'estate del 1992 Allen e la Farrow si separano. Woody ha una relazione con la coreana Soon-Yi Previn, figlia adottiva della Farrow. La notizia suscita parecchio scandalo, ma ad un genio come Allen il pubblico perdona tutto.
Sicuramente il più europeo dei registi americani. Il suo cinema potrebbe essere sintetizzato in poche parole: psicanalisi, sesso, New York, musica jazz (lui stesso si esibisce al clarinetto ogni lunedì sera al Michael's Pub di New York), ebraismo. Soltanto pochi altri registi (Federico Fellini, Ingmar Bergman, Michelangelo Antonioni, tutti autori cari al nostro) hanno avuto lo stesso peso nella cultura "alta" della seconda metà del Novecento. La critica americana non è stata tenera con il suo ultimo La maledizione dello scorpione di Giada. Ma ogni volta che esce un film di Woody Allen il pubblico cinefilo (e non solo) di tutto l'Occidente si pone lo stesso quesito: vederlo o non vederlo?
Dicono di lui: Franco Zeffirelli: "Woody Allen non mi piace. Ripete da anni la stessa barzelletta ebraica. E poi è troppo brutto".
Roberto Benigni: "Mi hanno definito il Woody Allen italiano. Ma, io penso che sia più difficile essere il Mastroianni russo che il Woody Allen italiano... quello che mi piacerebbe essere sarebbe l'Anna Magnani svizzera".
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