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  Steven Soderbergh

Steven Soderbergh
Regista. Nato a Baton Rouge (Louisiana) il 14 gennaio 1963
 
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E' già regista a poco più di vent'anni. Il suo film Sesso, bugie e videotape (1989), realizzato con un budget limitato, colpisce Wim Wenders, che presiede la giuria del Festival di Cannes nel 1989: ottiene la Palma d'oro. Grazie anche all'ottimo cast (James Spader, Andie MacDowell, Peter Gallagher e Laura San Giacomo) e a una nomination all'Oscar per la migliore sceneggiatura originale, il film ottiene un grande successo al box office.

Nel 1991 realizza Delitti e segreti, thriller metafisico in cui l'assicuratore e letterato Kafka (Jeremy Irons) indaga sulla sparizione di un collega, nella Praga del 1919, con l'aiuto dell'anarchica Gabriella (Theresa Russel). Con Piccolo, grande Aaron (1993) Steven Soderbergh torna ad un soggetto più convenzionale, raccontando l'America della grande depressione dal punto di vista di un ragazzino di dodici anni. Nel 1995 gira Torbide ossessioni, remake del film di Robert Siodmak, Doppio gioco (1949), e nel '96 dirige e interpreta Schizopolis. Dopo Out of Sight (1998), tratto da un romanzo di Elmore Leonard e interpretato da George Clooney e Jennifer Lopez, Soderbergh realizza L'inglese (1999), con Terence Stamp e Peter Fonda. Il duemila è un anno importantissimo per il regista: escono Erin Brokovich (con una bravissima Julia Roberts, candidata all'Oscar 2001 per la migliore interpretazione) e Traffic (con Michael Douglas, Catherine Z.Jones, Benicio Del Toro). Conquista la statuetta più ambita di Hollywood nel 2001: miglior regista con la pellicola Traffic.

Nel 2002 esce in Italia il suo ultimo film, Ocean's eleven. E' il remake del Colpo Grosso di Frank Sinatra e Dean Martin. Nel film recita un cast stellare: George Clooney, Brad Pitt, Matt Damon, Andy Garcia e Julia Roberts nell'unica parte femminile.

Massimo Nepoti su Repubblica scrive del film L'inglese: "Ci vuole un tipo di regista ostinato, innamorato del cinema e sempre alla ricerca di nuove strade espressive per fare un film come L'inglese. Steven Soderbergh è quel tipo di regista: se non sempre ci azzecca, non pecca mai di banalità. Ora ci propone un omaggio al film noir del tempo che fu, pieno di elementi di repertorio (il tema della vendetta, i personaggi, l'uso delle luci), costruito a mosaico di flash all'indietro e in avanti nel tempo, concepito - soprattutto - nell'idea di un cinema che si nutre di se stesso".

  Grandinotizie.it/ 15/aprile/2002
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