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Un film di due ore tonde tonde scritto e diretto da Jean-Pierre Jeunet, con Audrey Tautou, nei panni della giovane Amelie Poulain, e Mathieu Kassovitz, nel ruolo di Nino. In Francia è uscito con il titolo di Le fabuleux destin d'Amelie Poulain.
Un breve excursus sull'infanzia di una dolce e solitaria bambina francese, un ritratto cinico - ma di un cinismo che non fa male, anzi non arriva proprio - dei suoi genitori e di una Parigi crepuscolare dove la grandeur francese non è di casa, e si parte. Le solitudini, le ingenuità, gli occhi tra il malizioso e lo spiritato della ventenne Amelie il filo conduttore. Una data annunciata più volte e che arriva a tagliare in due la vita della ragazza - il 31 agosto 1997, giorno della morte della principessa Diana - lo snodo del film. Da lì la vera vita di Amelie, quella che sceglie.
Fa la cameriera in un locale a Montmartre, senza niente di interessante da raccontare. Ma è quel giorno di agosto del '97 che un fatto del tutto fortuito, minimo e "laterale" la trova così, pronta a cogliere al volo il destino. Il suo. Basta lo scivolare di un tappo di vetro sul pavimento, il conseguente urto con una mattonella malmessa e il ritrovamento di una scatola di latta appartenuta a chissacchì per farle capire qual è il senso della sua esistenza (strana davvero la vita!). Aiutare il prossimo - il primo che gli capita a tiro - e fargli ritrovare il sorriso e un pizzico di felicità. E' già una cosa. E comincia quindi ad entrare nella vita e nelle storie delle persone. Dal clochard - il bambino che un tempo riponeva figurine di calciatori e altri giochi dentro quella scatola di latta -, al pittore misantropo, al garzone del fruttivendolo timido e monco ecc. Un universo più da corte dei miracoli che da metropoli del ventunesimo secolo. Quindi un ulteriore passaggio sulla strada della liberazone dell'io e della consapevolezza di sé: e cioè la scoperta dell'amore. Quando conosce Nino - un ragazzo solo come lei - inizia un labirinto di appuntamenti e di inseguimenti, dove vince il gioco e perde la seduzione. Alla fine l'incontro, la somma tra due tenere solitudini fanno l'intero film.
Grandinotizie.it/13 febbraio
2002
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