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Julia Roberts
o Juliette Binoche? La tigre ed il dragone o Il
Gladiatore? Ridley Scott o Soderbergh? Come
decidere? Quali criteri? Ma soprattutto, chi sceglie? "Ci sono
dei fortissimi interessi sotto - sostiene il produttore Fulvio
Lucisano, presidente dell' associazione dei produttori cinematografici
italiani Anica - e spesso non si fanno scelte serene".
Cioè?
"Nell'assegnazione degli Oscar sono le case produttrici che fanno
la parte del leone, spingendo i film e poi decretandone in gran
parte la vittoria. La preziosa statuetta è oggetto di una grossa
contrattazione. Almeno negli ultimi quindici anni è stato così.
Uno degli esempi di questa edizione potrebbe essere Chocolat".
Perché?
"La Miramax è riuscita a portare questo film almeno alle nomination.
Chi fa più pubblicità vince. E' per questo che le case produttrici
investono miliardi nei loro film. Una campagna promozionale vincente
ha bisogno dell'impiego di almeno dieci milioni di dollari. Le
Major Company, poi, sono quelle che hanno più potere perché possono
imbastire una pubblicità minuziosa e, allo stesso tempo, diffusissima.
Addirittura spesso regalano le videocassette del film agli spettatori".
E qual è il guadagno di tutta questa operazione?
"Duplice. Dal punto di vista economico la statuetta rilancia il
film che viene riproposto nelle sale cinematografiche e torna
a sbancare i botteghini. Questo primo fattore è molto importante.
In secondo luogo la casa produttrice si autoreferenzia, perché
il marchio che produce un film premiato diventa nell'immaginario
collettivo sinonimo di qualità. Così si tratta una grossa operazione
commerciale che apporta maggiore prestigio alla casa".
La stessa regola vale per i protagonisti premiati?
"Sì, anche gli attori, i registi, gli sceneggiatori e tutti gli
altri professionisti che lavorano nel cinema possono aumentare
i loro cachet se vengono premiati con l'Oscar".
Cosa è cambiato, quindi, per il nostro Roberto Benigni, Oscar
1999 con La vita è bella?
"Secondo me per lui si è creato un problema, perché deve essere
in grado di fare un altro film all'altezza di quello premiato.
Ma so che non ci deluderà".
Come viene scelto il film italiano che partecipa alla notte
degli Oscar?
"E' una giuria dell'Anica a sceglierlo in base sia agli incassi
che alle possibilità che ha di far presa sul pubblico statunitense".
Perciò tutto si risolve in un mero calcolo che parte dal numero
dei biglietti strappati per finire al numero di quelli che si
strapperanno?
"Gli incassi sono l'oggetto principale di tutto il sistema. Sistema
a cui appartengono, in realtà, anche i cosiddetti indipendenti
e che va a discapito dei produttori piccoli e medi. Ma l'assegnazione
dell'Oscar dipende comunque anche dal film, perché se il pubblico
dice no, allora si tratta di un rifiuto secco e definitivo".
Laura Coricelli/Grandinotizie.it/27 marzo 2001
ore 16:11
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