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Il Gladiatore
La storia, le curiosità e gli errori del film di Scott

E' la pellicola vincitrice della 73esima edizione degli Oscar. Il regista Ridley Scott ha conquistato ben cinque statuette: miglior film, miglior attore protagonista Russell Crowe, migliori costumi Janty Yates, miglior suono Scott Millan, Bob Beemer, Ken Weston, miglior effetti visivi John Nelson, Neil Corbould, Tim Burke, Rob Harvey.

La storia è ambientata nel 182 a. C.

Il generale Massimo (Russell Crowe) è il favorito del vecchio imperatore romano Marco Aurelio (Richard Harris). Dopo una vittoria contro i Britanni l'imperatore decide di nominare lui come successore al trono e non il figlio Commodo (Joaquin Phoenix). Vuole che Roma torni una repubblica e solo la saggezza di Massimo può permetterlo. Il delfino scopre il piano. Decide allora di ribellarsi alla decisione paterna: uccide con le sue mani il genitore, prende in mano il potere e ordina l'uccisione dell'odiato Massimo e della sua famiglia. Il nostro eroe, ferito, fugge. Giunto allo stremo delle forze in Africa viene raccolto da una comitiva di mercanti diretti in una provincia romana del Nord. Qui, non essendo riconosciuto, è venduto come schiavo a Proximo (Oliver Reed) che lo trasforma in gladiatore. In questa veste la sua fama cresce con il nome di "Ispanico". Lo sciocco imperatore Commodo decide di organizzare 150 giorni di giochi in onore di Marco Aurelio, per distrarre l'attenzione dei cittadini dalle nuove tasse. Massimo torna a Roma da gladiatore.

Il suo ritorno in patria è motivato solo dal desiderio di vendetta. La fama dell'Ispanico, misericordioso con gli sconfitti cresce tanto quanto diminuisce quella dell'Imperatore. L'odio tra i due potrà essere domato solo con un combattimento. Lo scontro non è ad armi pari: Commodo ferisce il generale prima del combattimento al centro dell'arena. Muoiono entrambi. L'imperatore soccombe nella vergogna e il gladiatore nella pace della giustizia.

Le riprese di Scott sono sontuose. L'enorme cura delle scene dipende dal colossale utilizzo della computer grafica. Ad esempio la ricostruzione digitale del Colosseo permette a chiunque di sentirsi nell'antica Roma. Le interpretazioni degli attori sono tutte degne di nota, a cominciare da quella del premio Oscar Russell Crowe. L'unico difetto è la poca precisione nella ricostruzione della vicenda storica. Ad esempio le avvincenti battaglie nel Colosseo tra i gladiatori: non si svolgevano mai con gli animali. Le tigri e i leoni erano destinati ai cristiani o agli schiavi. I lottatori combattevano solo con loro pari. Oppure: sull'impugnatura della spada di Massimo si legge l'incisione MARCUS AURELIUS. Nell'antica Roma la lettera U non esisteva, si usava la V: MARCVS AVRELIVS (gli "errori" in dettaglio nel pezzo Lo sapevate che… nella sezioni "Curiosità e numeri").

Note tecniche: nelle scene dentro il Colosseo solo le prime due file di pubblico sono vere. Le centinaia di persone presenti sono riprodotte con il computer.

Durante la lavorazione del film Ridley Scott indossava lo stesso cappellino da baseball rosso che portava Gene Hackman nel film Crimson Tide. La pellicola era diretta dal fratello maggiore di Ridley, Tony Scott.

Valentina Venturi/ Grandinotizie.it/ 26 marzo 2001 ore 18:00


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