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Ecco chi è il regista premio Oscar 2001
L'affidabile
La famiglia in cima alla lista delle priorità di Soderbergh

Steven Soderbergh sogna spesso di perdere tutti i denti. Li vede cadere uno ad uno e l'incubo lo rende ansioso e confuso per tutta la giornata. Nella psicologia spicciola questo sta a sottolineare un rapporto conflittuale con il potere ed il controllo. E' come un campanello di allarme che per il regista premiato con l'Oscar 2001 per Traffic sta a rappresentare come sia "un tiranno debole, non molto capace di esserlo".

Gli succedere di fare lo stesso sogno ogni volta che deve girare "un film fisicamente complicato", tanto da ammettere: "Sono un ansioso, ma nel modo giusto". E questo grazie al suo motto preferito che lo rende comunque tranquillo nel seguire la sua strada: "Hai la scelta di poter scegliere". La dimostrazione? La sua carriera. Infatti, nel 1989 Soderbergh esce con il suo primo film - Sesso, bugie e videotape - che rompe con la tradizione e dà il via al successo della corrente di lungometraggi indipendenti.

Con i suoi occhiali in stile vintage 1955, i jeans, la magliettina nera, gli anfibi Dr. Martins ed il cappellino nero da baseball con ricamato in rosso il numero undici, il regista è quello che è sempre e comunque, senza snaturarsi con il cambiare delle circostanze.

Incredibile ma vero, la principale passione del regista alternativo è quella di fare il papà. "Mia figlia Sarah di dieci anni è la cosa più importante nella mia vita", ha dichiarato più volte. Nonostante il fallimento del suo matrimonio, la famiglia rimane in cima alla lista delle sue priorità. "Mi sembra che il tracollo delle mie nozze - ha raccontato - riguardi tutta la mia persona come una mia specifica colpa".

Ma ama molto anche "i film in generale", sebbene non particolarmente i suoi. E' il realizzarli che gli trasmette più stimoli, la parte che più gli piace del suo mestiere, "il processo e non necessariamente il risultato". Il rapporto che si crea con le persone con cui lavora è un altro dei fattori che lo affascinano: "La gente che lavora con me tende a volerlo fare ancora e questo è importante". Julia Roberts ha spiegato questo fatto affermando che "lavorare con Soderbergh è come essere pagati per andare in vacanza, ma una vacanza del tipo scalata alla montagna McKinley".

Non gli interessa affatto, invece, vincere riconoscimenti, anche se adora "sentirsi dire continuamente dai colleghi 'grande lavoro'". Ma ciò non toglie che abbia accumulato grandi successi e sbancato i botteghini - con, tra gli altri, Delitti e segreti (1991), Schizopolis (1996), Out of Sight (1998), L'inglese (1999) e Erin Brokovich (2000).

Il caffè, invece, è una di quelle cose che non gradisce e non ha mai toccato. "Non ho mai bevuto una tazza di caffè in vita mia", si vanta spesso mentre assapora le sue sigarette Djarum.

La stessa antipatia l'ha dimostrata più volte per la piscina ed il nuoto. "Non credo proprio di avere un fisico da 'ragazzo da spiaggia", ha più volte dichiarato sebbene il suo aspetto fisico lo smentisca clamorosamente: un metro e settanta di muscoli!

Laura Coricelli/Grandinotizie.it/26 marzo 2001 ore 18:20


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