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Crowe, l'anti star
Fuma, beve, morde e fugge le donne. Ama la musica e Sydney

Ancora una vittoria per il gladiatore: il prode Massimo ha dato a Russel Crowe un'occasione da Oscar e l'attore ha ricambiato consegnando al generale un posto nell'Olimpo hollywoodiano. Con la sua interpretazione l'attore australiano conquista gli imperatori dell'Academy, sbaragliando il "sopravvissuto" Tom Hanks di Cast away. Una statuetta annunciata, quella come migliore attore protagonista ne Il gladiatore, che ripaga Crowe della delusione dello scorso anno quando il Kevin Spacey di American Beauty gli sottrasse la corona che Insider gli aveva quasi fatto ottenere.

Sul palco dello Shrine Auditorium Crowe abbandona la sua corazza da duro e la maschera da bel tenebroso, e vestito da uno splendido Armani si lascia andare ad un inedito sentimentalismo. Ringrazia i suoi genitori e ricorda le sue origini umili: "Quando si cresce in un sobborgo - dice - un sogno così fa parte dell'immaginario. Ma a chi non ha i vantaggi ma ha il coraggio per farcela, io dico il sogno è possibile".

Russel Crowe è nato a Strathmore Park, Nuova Zelanda, il 7 aprile del 1964 (sole in Ariete, luna in Acquario). Nelle sue vene scorre sangue maori e norvegese. Aveva quattro anni quando i suoi genitori si sono trasferiti in Australia e hanno iniziano a percorrere in lungo ed in largo il continente al seguito delle troupe cinematografiche impegnate sui vari set, sfamando attori e comparse con i cestini della loro ditta di catering. "Ad un cero punto ho pensato che era meglio stare tra quelli che mangiavano", ironizza l'attore. "A sei anni feci la prima comparsa in un serial tv. A dieci è arrivata una piccola parte e a sedici ho iniziato a prenderci gusto".

Nel '92 Sharon Stone "è rimasta travolta" da Hando, il neonazista capobanda di Skinheads e lo scrittura per il suo Pronti a morire. "Un macho all'antica - lo descrive l'attrice - genere raro nei raffinati attori della mia generazione. Recitava come se stesse dormendo, a occhi chiusi".

Dopo Skinhaeds la sua carriera è in continua ascesa. Nel '95 oltre che in Pronti a morire recita in Hollywood Istantanee. Il '97 da un'ottima prova in L.A. Confidential e nel '99 con The Insider conquista la prima nomination. Proprio sul set di The Insider Crowe riceve la chiamata di Ridley Scott. Per averlo il regista accetta di riscrivere la figura del generale Massimo. "Il mio personaggio era troppo cinico e troppo moderno" - racconta l'attore. "Lo volevo più puro, volevo indagare sotto quella corazza lustra. Ci siamo scontrati, ho ottenuto le rettifiche e poi mi sono affidato completamente a Sua Maestà Scott, un uomo d'onore".

Il pubblico di tutto il mondo lo ha appena ritrovato nelle sale cinematografiche con Rapimento e riscatto, al fianco di Meg Ryan, l'attrice americana che per amor suo ha lasciato Dennis Quaid dopo nove anni di matrimonio. E la prossima stagione lo troverà ancora protagonista di due nuovi film: Flora Plum di Jodie Foster, e Beatiful Mind di Ron Howard. La statuetta ha dato a Crowe il potere necessario per ottenere una modifica nelle sceneggiatura di quest'ultima pellicola, costringendo la produzione a glissare sulla bisessualità del matematico cui presterà il volto.

Da quando la sua carriera è decollata, Crowe passa almeno nove mesi l'anno in giro per il mondo, viaggiando con due valige: una carica di vestiti, l'altra straripante di libri, romanzi e saggi storici soprattutto. Il resto del tempo lo trascorre in Australia, "rintanato" nella sua fattoria "nel mezzo del nulla a 300 chilometri da Sidney". "Soltanto lì mi sento davvero bene. Diffido di Hollywood, troppa ipocrisia, troppi leccaculo. Mi trasferirei in California solo se Australia e Nuova Zelanda fossero inghiottite dall'Oceano e in Europa vietassero le cose che mi piacciono". E tra le cose che gli piacciono ci sono la musica, i drink, le donne e i crocefissi (ne possiede più di 300).

La musica resta il suo sogno nel cassetto: "Era il mio sogno da bambino. L'ho realizzato con la mia band The thirty odds of gunts, quella con cui ho suonato al festival di Sanremo, e ho inciso il quinto album Bastard life of clarity. Niente male per uno che canta e suona la chitarra per hobby, vero? Al cinema presto a tempo la mia faccia. Con la musica esprimo me stesso. Per farlo sono disposto ad esibirmi nei locali di tutto il mondo anche per due soldi".

Fuma dall'età di dieci anni e con l'alcool infuoca un carattere di per sé poco domabile. "Ricordo che durante le riprese di L.A. Confidential - dice Crowe - sono stato costretto a non bere perché Bud, il mio personaggio, era astemio. Beh, quei cinque mesi e sette giorni sono stati i più dolorosi della mia vita".

La sua irascibilità sembra essere una risorsa incredibile per il suo talento: "Riesce a conferire pathos e poesia a tutta quella rabbia contenuta", dice di lui Michael Mann. "Esprime l'essenza di un personaggio in un singolo gesto: questo è l'artista. Ti fa lavorare di più e meglio perché ha una Ferrari da 20 mila cavalli dentro che non smette mai di ruggire".

E il suo fascino di bel tenebroso ha messo già ko molti cuori.

Come dicevamo per lui Meg Ryan ha lasciato il marito Dennis Quaid. Secondo alcune indiscrezioni Crowe avrebbe qualche responsabilità anche nella rottura del matrimonio tra Tom Cruise e Nicole Kidman. Altri affermano che la Kidman e il "gladiatore", entrambi australiani, abbiano avuto già una love story in passato, prima che lei sposasse Cruise. Ora Hollywood si affida al suo fascino per risolvere l'enigma erotico chiamato Jodie Foster (divideranno intanto il set). E pare che Crowe abbia già iniziato la sua opera. Dice di lui la Foster: "Una voce ferma con i suoi occhi che non hanno espressione, ma solo fissità lontana, profonda, malata. Occhi da tigre, due fessure che tranciano l'aria, trattengono la violenza, la trasformano in seduzione, ma fanno comunque male".

Sguardo misterioso, voce vellutata, fisico muscoloso e carattere indomito: un mix esplosivo ed erotico. Ne sa qualcosa Meg Ryan. Interpellata sul fascino del gladiatore, l'attrice non ha avuto remore ad affermare: "Quando guardo Russel, penso ad una sola cosa : il sesso".

Lia Romagno/Grandinotizie.it/26 marzo 2001 ore 16:13


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