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A dieci anni da Pretty Woman arriva la Statuetta più ambita

Questa volta il sogno si è avverato. Il suo sogno. Dopo aver interpretato in molti film, uno per tutti Pretty Woman, la parte della ragazza alla quale la vita riserva un epilogo a lieto fine, Julia Roberts si è vista assegnare il premio più prestigioso nella carriera di un'attrice: l'Oscar. "Sono solo una ragazza di Smyrna, in Georgia, che voleva fare cinema per ricevere un po' di attenzione e che ne sta ricevendo un po' troppa", queste le sue parole dal palco dello Shrine Auditorium; un lungo discorso fatto, soprattutto, di ringraziamenti anche se dimentica quelli alla vera Erin Brockovich.

Trentatré anni, la Roberts era andata vicino all'Oscar già due volte. Una nomination per Fiori d'acciaio e una seconda per Pretty Woman appunto, il film che l'ha resa celebre in tutto il mondo. Un successo inaspettato: Julia era ancora semi-sconosciuta e la carriera dell'american gigolo Richard Gere era in una fase di inesorabile declino. Con il personaggio di Vivian, una prostituta che s'innamora del miliardario Edward Louis, la Roberts conquista pubblico e critica. Poi gli anni bui: il ruolo di Campanellino in Peter Pan (un film del re di Hollywood Steven Spielberg) e un periodo di assenza dagli schermi che si interrompe nel '93 con Il rapporto Pellican. La Roberts recita il ruolo di una giovane studentessa che scopre un imbroglio legale che arriva fino al presidente degli Stati Uniti.

Dopo questo film, che si rivela un buon successo commerciale, inizia un periodo di stasi. Inviati molto speciali, con Nick Nolte è una commedia gradevole ma non ha un gran successo di botteghino, lo stesso per il film di Altman, Pret-a-porter .

Nel 1996 appare in due film. Il primo è Mary Reilly, con John Malkovich nel ruolo di dottor Jekyll e mister Hyde. Ma questa nuova versione cinematografica di uno dei classici della letteratura, si rivela un flop. La Roberts non convince per niente e per tutto il film recita senza nemmeno un filo di trucco. Hollywood, comincia a domandarsi se anche Julia non sia destinata ad entrare nella lunga lista delle promesse mancate, di quelle attrici che arrivano come una meteora e poi scompaiono. A far rinascere artisticamente la Roberts è Woody Allen, con il film Everyone says I love you. Quindi, uno dopo l'altro, l'attrice infila My Best Friend's Wedding, Notting Hill e Se scappi ti sposo, di nuovo in coppia con Richard Gere: quest'ultimo è un prodotto assolutamente commerciale. La coppia Gere-Roberts, però, funziona ancora e gli incassi sono paurosi (in Italia è stato il film più visto del 1999) e la Roberts si conferma la reginetta del genere commedia romantica.

E veniamo ad Erin Brockovich il film che oltre all'Oscar e al successo le porta anche un assegno da 25 milioni di dollari (questo il suo cachet). Diretta da Steven Soderbergh la Roberts interpreta un personaggio vero che ha sconfitto una multinazionale ottenendo risarcimenti per oltre 300 milioni di dollari per le vittime di una intossicazione causata dall'acqua. Sboccata, con minigonne vistose e scollature provocanti la Roberts da al suo pubblico, ai critici e ai membri della Academy un'immagine completamente nuova di sé, molto diversa dalla fidanzatina d'America ruolo con la quale era stata identificata.

E pensare che non voleva fare l'attrice. Da ragazzina sognava di fare la veterinaria, visto il suo amore per gli animali. All' università sceglie giornalismo, poi, quasi per caso, decide di seguire il fratello, Eric Roberts, attore, ruolo più famoso quello del gangster marito di Kim Basinger nel psico-thriller Analisi finale, accanto a Richard Gere e Uma Thurman. Del resto con il fisico che ha avrebbe potuto fare anche l'indossatrice: è alta 1,73, adora gli stilisti italiani. E non a caso è proprio di Valentino il vestito che indossava alla cerimonia degli Oscar e di Armani quello per il Golden Globe.

Da anni figura nella lista di People tra le 50 persone più belle del mondo e secondo un'altra rivista Forbes è l'attrice più potente di Hollywood, seconda come compensi solo a Tom Cruise e Mel Gibson. I suoi cachet sono, infatti, saliti in maniera vertiginosa: 300mila dollari per Pretty Woman; 10 milioni di dollari per Mary Reilly; 17 milioni per Se scappi ti sposo e 20milioni (circa 42 miliardi di lire) per Erin Brockovich: in totale i suoi film hanno incassato circa 3mila miliardi di lire. E la cifra avrebbe potuto essere ancora più alta se non si fosse rifiutata di recitare in Shakespeare in Love, il film che, invece, ha consacrato un'altra bellissima del cinema americano Gwyneth Paltrow, che su di lei ha così - acidamente? - commentato:"La sua carriera è diversissima dalla mia. Io preferisco piccoli film indipendenti, personaggi sempre nuovi. Fare l'attrice è una continua ricerca anche di ruoli e di talenti diversi. Tutte le invidiamo il film di Soderbergh Erin Brockovich, è vero, ma non tutta la carriera di Julia è da prendere a modello".

Molto più generose le parole della sua rivale per l'Oscar Ellen Burstyn: "Le voglio molto bene: è una creatura gentile, non una diva, capace di rinchiudersi a riccio se qualcosa non le va. Credo che possa davvero raccogliere l'eredità delle dive e attrici di un tempo. Forse non ha il mistero di Ava Gardner, ma agli americani piace tantissimo anche perché, all'occorrenza, si trasforma nella ragazza miss America da portare al ballo, che a scuola tutti i giovani sognano e che gli americani vorrebbero come compagna". Anche se in realtà la Roberts non è proprio una fidanzata modello, perché la sua vita sentimentale è stata abbastanza burrascosa: legata a Jason Patrick, Kiefer Sutherland, Mattew Perry, Liam Neeson, Daniel Day Lewis. Il fidanzato ufficiale ora è Benjamin Bratt, ma, secondo alcune indiscrezioni, ultimamente è stata vista far coppia con Bruce Willis. Del resto nel mondo del cinema i pettegolezzi e rumors "cattivi" sono all'ordine del giorno. Per anni si è parlato delle sue passioni da "mantide" che aveva bisogno di conquistare tutti gli uomini che le giravano intorno. Ma James Gandolfini, l'attore di Sopranos, afferma: "Julia è una delle poche ragazze della sua età che sanno davvero parlare di amicizia, e senza implicazioni di altro tipo, con un uomo. Credo che abbia sofferto nell'infanzia e porta una speciale generosità nella conversazione, nell'interessamento per il mondo degli altri. Sul set conosceva anche le più oscure comparse, aveva sempre un pensiero gentile per loro. Julia fa moltissima beneficenza, dona denaro a enti per i bambini abbandonati, a diverse scuole".

Julia è molto generosa anche con le associazioni che proteggono gli animali per i quali ha una vera passione: nel '98 gira un documentario per la Pbs dove faceva da seconda mamma ad un orango di tre mesi e durante la lavorazione del film Il matrimonio del mio migliore amico sistema il suo cane Diego al Citizen Canine di Chicago; nella sua casa nel New Mexico "vive" con sei cavalli.

La Roberts ama la cucina francese, specialità del ristorante Georgia al Los Angeles, ma non disdegna neanche la cucina internazionale del Patrick's Roadhouse a Malibù. Di tempo per dedicarsi ai divertimenti però c'è ne poco. La Roberts, infatti, sta già iniziando la lavorazione di un nuovo film e per il 2001 sarà impegnatissima: prima accanto a Brad Pitt in The Mexican, una commedia d'azione in cui interpreta la ragazza di un gangster, poi America's Sweetheart, una commedia rosa con Catherine Zeta-Jones.

Infine, un nuovo film diretto da Steven Soderbergh. E' il remake del film Colpo Grosso con Frank Sinatra. Sicuramente uno dei progetti più impegnativi di Hollywood con la presenza di un cast d'eccezione, oltre alla Roberts: Brad Pitt, George Clooney, Adam Arkin, Bill Murray, Luke e Owen Wilson, Don Cheadle, Andy Garcia e forse anche Bruce Willis.

Elisabetta Tanini/Grandinotizie.it/26 marzo 2001 ore 13:30


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