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Ore 3,40 italiane:
la 73esima edizione degli Oscar è partita.
Ma se l'emozione allo Shrine sale, non si può dire altrettanto
per quanto riguarda gli spettatori da casa. I primi dati sugli
indici d'ascolto sono infatti molto bassi. Quest'anno l'8 per
cento in meno degli americani seguirà la lunga notte degli Oscar
in tv.
Sul palco dello Shrine Auditorium di Hollywood, "lanciato" da
una surreale navicella spaziale, atterra il presentatore di quest'anno
sulle note del film 2001 Odissea nello spazio. Un grande
comico ormai venerato dall'establishment di Hollywood: Steve
Martin.
Un compito difficile quello di Martin, che prende il posto del
mattatore Billy Crystal, presentatore degli Oscar per ben
sette anni consecutivi.
Steve Martin non perde tempo per scaldare l'ambiente. "Essere
il presentatore degli Oscar è come far l'amore con una bella donna:
lo posso fare quando Billy Crystal è lontano" dice Martin che
si lancia subito in battute, garbate quanto basta, sullo star
system Hollywoodiano.
In passerella una raffinata Julia Roberts, superfavorita
per il film Erin Brockovich in abito sobrio ed elegante,
firmato Valentino. Accompagnata dal fidanzato Benjamin Bratt
la bellissima dice, ridendo: "Siamo emozionati, per calmarci abbiamo
mangiato otto tonnellate di bacon!".
Arriva anche la coppia Zeta Jones - Douglas, protagonista
del film di Soderbergh Traffic. Quindi è la volta
di Benicio del Toro, un'espressione da James Dean
latino. La provocante Jennifer Lopez è avvolta in un abito
che non lascia nulla all'immaginazione. Con nonchalance dichiara:
"L'ho scelto all'ultimo minuto".
La cantante/attrice Bjork (protagonista dello struggente
Dancer in the Dark) veste in vero stile - se mai esistesse
- "Lago dei cigni": un vestito bianco a forma di tutù, con tanto
di collo di cigno (e becco) a mo' di boa.
Ci sono poi naturalmente gli altri due superfavoriti di questi
oscar 2001: Russell Crowe e Juliette Binoche. E
ancora la bella Angelina Jolie, Tom Hanks (quest'anno
alla sua quarta nomination come miglior attore) e i registi Ridley
Scott, Steven Soderbergh, Ang Lee.
La serata, si sa, è lunga. Bisognerà aspettare notte fonda (l'alba
italiana) per conoscere i vincitori del nuovo millennio.
L'Oscar per il miglior film straniero va a La Tigre e il Dragone,
e il regista Ang Lee si aggiudica la quarta statuetta della
sua carriera.
Il premio per il miglior attore non protagonista va a Benicio
del Toro per l'interpretazione di Traffic. Miglior
attrice non protagonista è Marcia Gay Harden, per il film
Pollock. Il premio per i migliori costumi va a Janty
Yates per il Gladiatore.
Alle ore 5:45 arriva il premio alla carriera di Dino de Laurentiis,
l'unico italiano che andrà via dallo Shrine Auditorium con una
statuetta tra le mani. A lui va l'Irving Thalberg Award,
il premio che l'Academy assegna a coloro che si sono distinti
nel campo della produzione cinematografica. A consegnare l'Oscar
un attore che non ha certo bisogno di presentazioni: Anthony
Hopkins. Il produttore, in perfetto italian style, dedica
l'Oscar alle donne della sua vita, la moglie e le figlie.
Protagonista di questa edizione anche un Oscar satellitare che
si è aggiudicato il cantante Bob Dylan che in diretta da
Sydney canta Things must change dal film Wonder Boys
di Curtis Hanson.
Siamo agli sgoccioli della serata e cresce la suspense. Mancano
solo i premi più ambiti: miglior attore, miglior attrice, miglior
regia, miglior film. Il primo è appannaggio di Russell Crowe per
la sua interpretazione de Il Gladiatore. L'attore soddisfatto
dedica il premio al nonno e allo zio i "due uomini che continuano
a ispirarmi", a Ridley Scott e aggiunge: "Quando si cresce nei
sobborghi di Sidney, Auckland o Newcastle, questo momento è nell'immaginazione
della gioventù. A chi non ha vantaggi per farcela dico di avere
coraggio. Questo dimostra che chiunque può farcela".
Battuto quindi il rivale Tom Hanks (che, se avesse vinto
sarebbe entrato nella top ten dei divi che annoverano tre Oscar
da miglior attore protagonista nel loro curriculum).
Sono le 6,27 ore italiane. E' arrivato il momento di svelare il
nome della donna vincitrice del premio come miglior protagonista.
Toccherà a Julia Roberts (Erin Brockovich) o a Juliette
Binoche (Chocolat) salire sul palco e ricevere l'Oscar
dalle mani di Kevin Spacey?
Ma è lei, la ragazza dal sorriso da venti milioni di dollari a
spuntarla. Emozionantissima, Julia Roberts raggiunge il
palco. "Sono felicissima - dice - è bellissimo essere qua, l'adoro".
E in tutta questa eccitazione, la Roberts si dimentica di ringraziare
la persona che le ha permesso di vincere questo Oscar: la vera
Erin Brockovich. Ma non importa. La Roberts ha già conquistato
i cuori di tutti ed è entrata nelle classifiche delle celebrità
più potenti di Hollywood.
E' Tom Cruise, invece, ad avere l'onore di consegnare la
statuetta al miglior regista. Vince Steven Soderbergh con
Traffic. Il premio al miglior film se lo aggiudica invece
Il Gladiatore di Ridley Scott. A consegnare la statuetta
è Michael Douglas.
La mitica notte degli Oscar è finita. Le luci si spengono sul
palco e sulla platea. Ma "the show must go on". Tra due giorni
iniziano le riprese del nuovo film di Soderbergh. Chi sarà la
protagonista? Ma Julia Roberts, of course.
Marianna Balfour/Grandinotizie.it/aggiornato
al 27 marzo 2001 ore 10:20
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