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I nuovi miti sono
serviti. Dopo le tre ore e mezzo in mondovisione dalla "fabbrica
dei sogni" di Hollywood per la diretta della notte degli Oscar
non c'è più alcun dubbio: chi è dentro è dentro, chi è fuori è
fuori. Tra Valentino "usati" ed abiti da cigno, tra gaffe e pianti,
tra vincitori e vinti, il "sogno americano" ha primeggiato ancora
su tutto e a dispetto di tutti.
Ma qualcuno pronto a dissacrare il magico impero targato Usa c'è.
Roberto D'Agostino non perde un colpo ed ha una parola
per ogni star. Dalla redazione del suo Dagospia confessa
senza remore le sue opinioni.
A partire dalle rivelazioni, più o meno annunciate, che si sono
viste cingere di allori la testa: il migliore attore protagonista
Russel Crowe ed il migliore attore non protagonista Benicio
Del Toro. Ma nessuna pietà da parte del tuttologo: "Russel
Crowe è solamente un birraio australiano" ed ancora: "Benedetto
Benicio!".
E le belle dello starsystem? "Julia Roberts è deliziosa
per quanti denti ha in bocca" mentre Juliette Binoche è
"un vero invito all'omosessualità".
Biork, la cantante-ettrice più eccentrica del panorama
attuale, "blocca lo sviluppo ai bambini" e a Bob Dylan,
premiato con l'Oscar per le parole e la musica di Things Have
Changed dal film Wonder Boys, "manca solo il libretto
della pensione" ("Ma non s'è visto come stava?").
Infine, salvi il comico Steve Martin che ha presentato
la serata - "E' quello che manca in Italia" - e l'unico nome italiano
nella rosa dei premiati Dino De Laurentis: "I veri punk
sono loro: gli ultraottantenni come lui, Indro Montanelli,
Enzo Biagi e gli altri" .
E se lo dice lui…
Laura Coricelli/Grandinotizie.it/27 marzo 2001
ore 18:15
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