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La donna "socio"
I nuovi tratti femminili nel terzo millennio cinematografico

Come cambiano i protagonisti dei film? Cosa va di moda?

Dalla cinematografia americana arrivano segnali chiari sulle nuove tendenze, mode e aspettative del pubblico. La donna in "celluloide" per esempio si evolve. Sembra dover essere risoluta, sprezzante del pericolo, determinata.

Julia Roberts nel film di Steven Soderbergh Erin Brockovich, Oscar 2001, incarna perfettamente questa nuovo fenomeno. Basta con le mogli fragili, subordinate all'uomo il più delle volte despota: è la riscossa delle figure femminili "virili". Il primo segnale era stato dato nel 1991 con il film Thelma & Louise di Ridley Scott, in cui due casalinghe abbandonavano i loro compagni e decidevano liberamente il destino della propria vita. Secondo la Roberts "destavano scalpore perché presentavano la donna sotto una luce nuova e inquietante".

Ora questo sconcerto ha lasciato il posto ad un vero e proprio desiderio di riscatto. L'ex pretty woman, simbolo del "vecchio" cinema femminile prosegue: "Oggi molti uomini si sentono meno minacciati, forse persino più supportati dalla crescente autonomia femminile. Anziché una moglie suddito cercano una moglie socio". Ennio Caretto, su Io donna osserva che il pubblico non vuole più la donna "protagonista di un film d'azione alla Schwarzenegger o di un film da Oscar alla Hanks: vuole l'eroina sicura di se stessa e decisamente combattiva".

Un altro film inseribile in questo nuovo filone è Charlie's Angels di Joseph McGinty Nichol con Lucy Liu, Cameron Diaz e Drew Barrymore. Pellicola d'azione che si rifà al telefilm degli anni '70 in cui tre ragazze intelligenti, bellissime e decise combattono il crimine con astuzia e sensualità. Questa è l'altra caratteristica assieme alla tenacia, che emerge in questo new deal cinematografico: l'eroina moderna è risoluta ma anche molto femminile. Basta guardare l'abbigliamento che indossa nella quotidianità la Roberts-Brockovich: magliette aderenti, reggiseno push-up e minigonne mozzafiato.

A questo proposito Susan Faludi, scrittrice femminista, polemizza: "Le nuove eroine devono essere comunque sexy. Hollywood le fornisce di grinta e muscoli, ma aggiunge un che di perverso, come se fossero dominatrici con il frustino in mano".


Valentina Venturi/ Grandinotizie.it/ 28 febbraio 2001 ore 17:30


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