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  Morto un altro reduce del Kosovo
Paura uranio
Accame chiede protezione per i soldati in Afghanistan
 
  Uranio impoverito
 

Il presidente dell'Associazione nazionale dei familiari delle vittime delle Forze Armate (Anavafaf) Falco Accame chiede che i soldati italiani in partenza per l'Afghanistan siano protetti dal rischio uranio impoverito. "Bisogna impedire quanto è accaduto durante la guerra del Golfo e in Somalia e in Bosnia, dove il personale ha operato senza né protezione né controlli medici". Nel caso in cui personale civile o militare italiano giunga in Afghanistan in zone colpite da missili o proiettili all'uranio impoverito, secondo Accame, "devono essere adottate tutte le misure necessarie: tute impermeabili da ricambiare dopo lavaggio giornaliero, guanti a perdere e maschere a perdere, nonché visite mediche prima della partenza e controlli in zona con invio in Italia per l'analisi di campioni di muco o urine in casi sospetti".

Accame parla anche dopo l'ennesimo caso sospetta. L'8 novembre 2001 è morto a Milano per un tumore osseo Stefano Melone, 40 anni, ex sottufficiale elicotterista dell'esercito originario di Caserta e residente a Canale di Orvieto. Dopo una missione in Kosovo aveva chiesto il risarcimento del danno biologico e chiarezza sui rischi dell'uranio impoverito. La malattia venne definita "anomala" dai chirurghi che lo operarono due volte. In base a questa diagnosi l'origine del tumore era da attribuire "all'inalazione di sostanze tossiche" come benzene, amianto, cloruro di vinile con le quali veniva spesso in contatto durante i lavori di manutenzione di mezzi e armi, durante la missione in Kosovo, e nelle precedenti in Albania, Somalia, Bosnia e Medioriente. I primi malori, generici, li accusò proprio dopo essere stato in Libano.

Il nome di Melone, elicotterista dei "Cavalieri dell' aria" non finì comunque nella lista delle presunta vittime italiane dell'uranio impoverito. L'ex sottufficiale aveva infatti chiesto e ottenuto la causa di servizio. Nel marzo del 2000 venne quindi riformato e congedato. Successivamente era stato però colto dal dubbio che tra le cause della malattia potesse celarsi anche l'uranio impoverito. "Il dubbio ce l'ho ma non posso essere sicuro di essermi ammalato in Kosovo". Nessuno degli specialisti ai quali si era rivolto aveva accertato una relazione precisa tra l' uranio impoverito e il tumore.

Vedi FATTO Missioni di pace italiane e Italia al fronte

 
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  Grandinotizie.it/ 21/novembre/2001
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