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  Nuovi allarmi mentre l'Europa tace
L'Italia ha paura
Due nuovi casi sospetti mentre la Commissione Mandelli prende tempo
 
  Uranio,dossier
 

Un reduce della missione in Somalia morto di cancro ai polmoni nel 1999 e un marinaio barese ammalatosi di leucemia dopo aver partecipato alla Guerra del Golfo del 1991. Questi i due nuovi casi denunciati da Falco Accame, ex Presidente della Commissione Difesa della Camera. Intanto la Commissione Mandelli avrebbe chiesto tre anni per accertare eventuali connessioni tra le malattie e l'esposizione all'uranio impoverito. Un accordo tra il ministero della difesa e quello della sanità ha stabilito controlli medici per tutti i 53,000 militari italiani che dal 1995 hanno preso parte alle missioni di pace in Bosnia e Kosovo. I controlli saranno completamente gratuiti e verranno ripetuti per cinque anni. Nessuna novità sul fronte internazionale, dopo le accuse di negligenza lanciate alla Nato da Pekka Haavisto, responsabile della task force per i Balcani dell'agenzia Onu per l'ambiente (Unep).

Allarme anche ad Augusta (Ragusa), dove la percentuale di bambini nati con malformazioni è tre volte superiore alla soglia fissata dall'Organizzazione mondiale della sanità: 5,6% a fronte del 2%. Nella vicina Priolo, una persona su tre muore di tumore. Sotto accusa le industrie del polo Augusta-Priolo-Melilli colpevoli di immettere nell'aria cesio, nichel e amianto. Ma suscita dubbi inquietanti anche il deposito di armi Nato che durante la guerra del 1999 ha accolto mezzi e munizioni diretti in Kosovo.

 
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  Grandinotizie.it/ 31/gennaio/2001
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