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Notizie allarmanti dal Dipartimento di chimica dell'Università di Belgrado. Il suo direttore Predrag Polic, in Italia per una serie di conferenze, avanza il sospetto che l'uranio impoverito sia presente anche nei missili Tomahawk sparati sulla Serbia. Si tratterebbe di una notizia assolutamente inedita. La Nato ha finora ammesso la presenza di uranio impoverito soltanto nei proiettili in dotazione agli aerei A-10 utilizzati per la missione in Kosovo e ha fornito la mappa dei siti colpiti. Alcuni campioni prelevati da ricercatori di Belgrado sono stati esaminati dai laboratori dell'Enea di Bologna. Poco chiari i risultati: nel terreno sono stati registrati valori molto alti di radioattività, mentre nei sedimenti, nel miele e nella torba i dati sono molto meno evidenti. Intanto, nei laboratori svedesi, svizzeri e italiani si analizzano i campioni prelevati in Kosovo dall'Unep, l'Agenzia per l'ambiente delle Nazioni Unite. Il laboratorio di Berna (Svizzera), ha accertato la presenza di plutonio nei proiettili all'uranio sparati in Kosovo. La percentuale sarebbe però così bassa da non costituire "ulteriore pericolo per la salute". Il ministro italiano per le Politiche comunitarie Gianni Mattioli giudica comunque molto grave la notizia perché "un milionesimo di grammo di plutonio è già una dose letale per inalazione". Il rapporto completo dell'Unep sarà pubblicato a metà marzo.
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