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Nuove critiche al lavoro della commissione d'inchiesta sull'uranio impoverito presieduta da Franco Mandelli. Lucio Bertoli Barsotti, docente di Statistica all'Università di Torino, ritiene che il lavoro di Mandelli sia inficiato da "errori gravi e grossolani". L'eccesso di casi di linfoma di Hodgkin sarebbe infatti statisticamente significativo. Bertoli Barsotti non è in grado di arrivare a delle conclusioni sull'effettiva pericolosità dell'uranio impoverito, ma si dice colpito dalla "distorsione nell'uso dello strumento statistico".Interviene anche Falco Accame, presidente dell'Associazione nazionale vittime arruolate nelle Forze armate: "Se i risultati resi noti ai mass media sono affetti da errore e se la loro verità è impoverita, la relazione va rifatta con urgenza".Al momento la commissione Mandelli sta esaminando altri dieci casi. Martino Grandolfo e Alfonso Mele, membri della commissione, non garantiscono comunque dati certi. Troppo pochi i casi in esame per poter avanzare ipotesi scientificamente attendibili. Grandolfo e Mele auspicano perciò una collaborazione con altri Paesi europei per continuare il monitoraggio e approfondire aspetti ancora poco chiari. In particolare, sarebbe da verificare se i proiettili inesplosi finiti nel sottosuolo hanno inquinato le falde acquifere. I familiari delle vittime continuano ad accusare la Commissione Mandelli di non voler arrivare davvero alla verità. L'ultima polemica è stata sollevata da Anna Biban, vedova del maresciallo Umberto Pizzamiglio, reduce dalla missione in Somalia del 1993 morto nel luglio 2000 per un improvviso cancro ai polmoni. La signora Biban sospetta che la morte del marito sia stata causata dall'esposizione ai proiettili all'uranio impoverito. Come è noto, la Commissione Mandelli ha esaminato soltanto i reduci di Bosnia e Kosovo, non prendendo in considerazione altri casi. Il generale Carlo Cabigiosu, ex comandante Kfor (la forza multinazionale impegnata in Kosovo) sostiene che nella vicenda dell'uranio impoverito "ci sono state forti emozioni che hanno superato l'obiettività dei dati scientifici". Dalla Grecia arrivano notizie rassicuranti. Gli scienziati del Comitato dell'energia nucleare (Eeae) hanno trovato tracce di uranio "non allarmanti" in campioni d'acqua prelevati in Bosnia.Ad ogni modo, l'allarme è tutt'altro che cessato. La presidenza svedese dell'Unione europea ha infatti annunciato che i Quindici continueranno a tenere sotto controllo la situazione sanitaria e ambientale nei Balcani.
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