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I parenti delle vittime della cosiddetta sindrome dei Balcani si rivolgono al nuovo ministro della Difesa Antonio Martino perché venga approfondito il lavoro della Commissione Mandelli sull'uranio impoverito.
Il presidente dell'Anavafaf, (Associazione dei familiari delle vittime arruolate nelle Forze armate) Falco Accame chiede invece che le due relazioni della Commissione siano ritirate. A suo avviso, sono state trascurate "premesse elementari" per un'indagine valida. Accame critica soprattutto la scelta di esaminare tutti i militari in Bosnia e Kosovo, invece di sottoporre ad analisi soltanto chi era stato impiegato in aree bombardate con l'uranio. "Se si fosse tenuto conto solo dei militari effettivamente a rischio la percentuale dei morti e dei malati sarebbe stata molto più alta", ha scritto Accame in una lettera a Franco Mandelli.
Accame considera inoltre un errore imperdonabile non aver mai preso in esami i casi sospetti relativi alle missioni in Iraq e Somalia. L'Anavafaf ricorda inoltre al ministro Martino che molti militari si sono dovuti curare a proprie spese, finendo con l'indebitarsi pesantemente. "Una situazione - sostiene Accame - che non deve ripetersi".
Ancora un caso sospetto tra i militari italiani. La mattina del 13 giugno si è incatenato di fronte al municipio di Trapani Giuseppe Adragna, padre del ventunenne Crispino, ex marinaio di leva. Il ragazzo, reduce da una missione in Albania sulla lanciamissili "Perseo", è affetto da linfoma di Hodgkin. La difficoltà economiche della famiglia Adragna rendono quasi impossibili le cure di Crispino. Il padre denuncia: "Soltanto per pagare l'ambulanza che trasporta mio figlio nel centro terapie, devo pagare ogni volta 200mila lire. Abbiamo bisogno d'aiuto, ma finora nessuna istituzione ci è venuta incontro. Eppure mio figlio si è ammalato mentre serviva la patria".
La Marina militare - dopo aver espresso solidarietà alla famiglia Adragna - ha precisato in un comunicato che Crispino è stato a bordo della "Perseo" solo per 14 giorni e che, al momento del congedo, le visite mediche avevano accertato l'idoneità di fine ferma.
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