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Il day after dell'uranio.
Ventiquattro ore dopo le clamorose rivelazioni del quotidiano Usa Today è polemica sia in Italia che negli Usa.
Da noi sono i familiari delle vittime (guidati da Falco Accame) ad accusare la commissione Mandelli e il governo Amato di non aver rivelato la verità.
Negli Stati Uniti l'allarme scoppia solo adesso. La stampa nordamericana ha pubblicato la mappa completa dei siti contaminati dall'uranio impoverito. Sono almeno trenta gli Stati che dovranno fronteggiare il problema uranio. Dal Massachussets a Puerto Rico, associazioni di consumatori e sindacati chiedono verità e giustizia alla Casa Bianca e al Pentagono dopo le rivelazioni fatte il 25 giugno dal quotidiano Usa Today.
Le autorità statunitensi avrebbero per anni sottovalutato i rischi alla salute e all'ambiente provocati dal riciclaggio dell'uranio impoverito. Sotto accusa non solo i proiettili usati nei Balcani, ma anche attrezzature distribuite tra il 1952 e il 1999 ad università ed istituti pubblici.
In pratica, un pericolo sottovalutato per mezzo secolo. Inizialmente si pensava che i residui radioattivi costituissero un rischio minimo per l'uomo. Ma il plutonio presente nell'uranio sarebbe stato inconsapevolmente concentrato nella fabbricazione di utensili e macchinari vari. L'allarme sarebbe scattato nel 1999. Il Ministero dell'energia avrebbe informato il Pentagono che l'uranio impoverito usato per le corazze dei carri armati Abrams era potenzialmente pericoloso. Ora negli Usa è da rivedere completamente il numero delle persone che potrebbero aver subito danni alla salute.
Dovranno essere sottoposti a controlli tutti i dipendenti degli impianti che hanno trattato l'uranio impoverito.
Non si sono fatte attendere le reazioni in Italia. Durissimo il commento del Presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime arruolate nelle Forze Armate Falco Accame: "Smentiti nel modo più clamoroso i risultati della Commissione del professor Franco Mandelli e del Ministero della Difesa secondo cui l'uranio impoverito era da considerarsi innocuo. Il Parlamento istituisca al più presto un'affidabile commissione di indagine che operi imparzialmente su reali basi scientifiche tenendo conto della conclusione a cui si è pervenuti negli Usa. Il governo dovrebbe provvedere al più presto al risarcimento dei danni alle famiglie delle vittime".
Amaro il commento del maresciallo Domenico Leggiero, componente dell'osservatorio per la tutela del personale militare: "Sarà banale..ma l'avevamo detto. Adesso si aprono scenari preoccupanti per chi era ai vertici dell'esercito in quel tempo".
Sotto accusa il Generale Cerbone e l'allora ministro della Difesa Sergio Mattarella.
Molto interessante il giudizio di Leggiero sulla Commissione Mandelli: "Non l'ho mai considerata perché sono convinto che lo stesso Mandelli abbia dovuto adattare la sua posizione a esigenze di risposte che ci si aspettava da lui. Rispetto la sua competenza, ma i militari continuano a morire e le cifre non sono quelle di Mandelli. Siamo a 15 morti e oltre 60 casi. Se si vuole continuare a tapparsi gli occhi…".
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