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Secondo la Trade
International Commission, negli ultimi dieci anni i Paesi europei
hanno importato ingenti quantità di uranio impoverito dagli Stati
Uniti da impiegare in usi civili. L'uranio impoverito è poco costoso,
molto pesante e assai resistente. Negli anni Novanta ha di fatto
sostituito il piombo e il tungsteno (più costosi e meno pratici)
in moltissimi impieghi. L'uranio viene utilizzato come contrappeso
nelle code degli aerei, degli elicotteri, nelle chiglie delle
navi, nei pallini da caccia, in alcune ceramiche, nei muletti
per il sollevamento dei pancali, nelle mazze da golf, come additivo
in alcuni coloranti come brillantante nelle pajettes, negli "stent"
(ganci per le gengive) dentistici.
La presenza dell'uranio impoverito non è di per sé prova di pericolosità.
Ma se ci sono rischi di ossidazione e di combustione, i rischi
per la salute sono assai alti. Nell'ottobre 1992, un Boeing 747
israeliano appena decollato da Amsterdam, si schianta sul quartiere
di Bijlmermeer. Negli anni successivi almeno 10,000 persone residenti
nella zona, denunciano malesseri da intossicazione. Si parla così
di "Sindrome di Bijlmermeer".
Il 22 dicembre 1999 un altro Boeing in partenza da Londra si incendia
in volo. I soccorritori denunciano disturbi simili alla "Sindrome
di Bijlmermeer".
In Italia, il Ministero dell'interno il 22 gennaio 2000 diffonde
una nota indirizzata alle rappresentanze sindacali dei vigili
del fuoco, in cui si afferma che "la presenza di uranio impoverito
a bordo di aeromobili deve ritenersi questione già nota". Dall'aeroporto
di Malpensa si risponde che non esistono istruzioni chiare su
come affrontare incendi che coinvolgono uranio impoverito. Non
tutti sanno, ad esempio, che è pericolosissimo usare acqua.
Bisogna inoltre considerare il rischio di corrosione del materiale,
che può avere come effetto la dispersione nell'aria di particelle
di uranio impoverito.
Grandi Notizie 25gennaio2001 15:55
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