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L'uranio viene
isolato da Martin Heinrich Klaproth nel 1789. Cento anni
dopo i coniugi Marie e Pierre Curie scoprono come possa
trasformarsi spontaneamente in radio e radon. Nei primi cinquant'anni
del Novecento, gli scienziati lavorano alla scomposizione dell'uranio
in modo da provocare la liberazione d'energia. Nel 1942 Enrico
Fermi crea la pila atomica sperimentale; tre anni dopo le
bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki porranno fine alla Seconda
Guerra Mondiale.
In ogni caso, la materia di partenza è sempre l'uranio, in particolare
l'isotopo dell'uranio con peso atomico 235, diverso dal più comune
isotopo 238. E' necessario un delicato e complesso processo di
separazione dell'isotopo 235 dall'isotopo 238 per far funzionare
una centrale nucleare o far esplodere una bomba nucleare. L'uranio
è estratto dalle miniere, sgrezzato in laboratorio e ridotto ad
uranio puro (i tecnici lo chiamano "torta gialla"). Viene poi
trasferito all'impianto di fusione, in cui la maggior parte di
isotopo 235 viene separato dal resto. La quantità di uranio 235
nell'uranio elementare costituisce meno dell'1% del totale e di
questo è utilizzabile solo il 60%. Rimane perciò una notevole
quantità di uranio "esaurito" o "impoverito".
E' un residuo inutilizzabile, scomodo da tenere nei magazzini.
In seguito però si scopre che, suddiviso in parti piccole, l'uranio
impoverito è piroforico, cioè si infiamma spontaneamente. Inoltre
è un metallo pesante (una volta e mezzo più del piombo, due volte
più dell'acciaio) e forma facilmente leghe con vari metalli. Si
decide allora di utilizzarlo per scopi bellici, per due motivi:
avere un'arma terribilmente efficace e smaltire l'uranio in altri
Paesi.
Come funziona un proiettile ad uranio esaurito
I proiettili all'uranio impoverito possono essere sparati soltanto
da alcuni particolari carri armati (l'M1 Abrams e Bradely, i più
massicci) e velivoli (i jet Warthog A-10 e gli elicotteri Apaches).
Il cannone più adatto è il Gau-8°. Armi all'uranio impoverito
sono in dotazione degli eserciti di Stati Uniti, Regno Unito,
Francia, Turchia, Pakistan, Arabia Saudita, Thailandia e Israele.
Il proiettile è una barra di uranio con una pinna stabilizzatrice
di un altro metallo. Quando il proiettile viene sparato rimane
soltanto il nucleo, il resto si disintegra all'uscita del cannone.
L'estrema pesantezza dell'uranio "schiaccia" il proiettile che,
con un diametro molto sottile, incontra scarsa resistenza nell'aria
ed ha una gittata enorme. Arriva a velocità enorme all'impatto
con il bersaglio e diventa quasi liquido a causa della densità
e della temperatura elevatissima (anche 400° C). Viene così perforati
carri armati, bunker e depositi blindati. Non c'è metallo che
resista. Questi proiettili sono generalmente sparati da distanze
enormi, al riparo dal fuoco nemico. Gli aerei volano ad altissima
quota e colpiscono il nemico con la tecnica che i militari Usa
definiscono di "sradicamento": il laser guida la traiettoria del
missile che letteralmente disintegra il bersaglio. Per questa
precisione, si è parlato di bombe "intelligenti" e di bombardamenti
"chirurgici".
Grandi Notizie 25gennaio2001 15:55
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