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La settimana dal 18 al 24 giugno 2001
Man forte bulgara
Le speranze di Vittorio Emanuele nella vittoria del cugino

Ogni occasione è quella giusta perché la famiglia Savoia, costretta all'esilio dall'immediato dopoguerra (1946), torni all'attacco nel tentativo di risolvere la questione del rientro in patria. Anche la vittoria clamorosa in Bulgaria del partito capeggiato dall'ex re Simeone II, cugino dei reali d'Italia.

Vittorio Emanuele ha colto la palla al balzo per ricordare al nuovo governo di centrodestra che anche lui ed i suoi eredi stanno aspettando il momento giusto per rientrare nel Belpaese. E il modo migliore. "Per ora il nuovo governo italiano ha altre cose da fare - ha dichiarato all'Ansa il 18 giugno 2001il principe ereditario -. Poi, quando avrà tempo di occuparsi di noi, quando potrà farmi tornare in Italia come privato cittadino, allora anch'io potrò fare qualcosa per l'Italia, ma per l'economia del Paese, non in politica. Posso rappresentare le industrie, senza interferire sul lavoro degli altri, né nella politica".

Estrema sicurezza quindi nell'assicurare anche ai più preoccupati le pacifiche intenzioni dei Savoia, disinteressati al potere, ma desiderosi di calpestare ancora il suolo natio.

Fermezza e tranquillità anche nel confermare le doti del lontano parente tornato sulla scena politica dopo cinquant'anni. "E' il miglior portabandiera possibile per il suo Paese. La Bulgaria deve fidarsi di lui al cento per cento - è scritto nel comunicato Ansa del 18 giugno -. Ha una buona formazione, parla sette lingue, ha girato il mondo intero, sarà una persona molto utile per lo sviluppo del Paese, per l'adesione all'Europa unita, per la Nato".

La speranza di Vittorio Emanuele è che la scelta del Paese balcanico possa essere d'esempio all'Italia e ai suoi governanti.

Grandinotizie.it/25 giugno 2001 ore 13:40



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