|
La battaglia dei
Savoia per rientrare in Italia è giunta a una svolta. Almeno stando
alle dichiarazioni del principe ereditario Vittorio Emanuele
riportate dal Corriere della Sera il 14 maggio 2001. La
tredicesima disposizione costituzionale che vieta agli ex re,
alle loro mogli e agli eredi maschi il rientro e la permanenza
nella Penisola dovrebbe avere i giorni contati.
Ad un giorno dalle elezioni politiche che hanno decretato il successo
di Silvio Berlusconi e della sua colazione di centrodestra,
Vittorio Emanuele ha confessato di sperare che "il Parlamento
possa prendere i passi necessari perché, dopo oltre cinquant'anni,
io possa finalmente tornare con mio figlio in Italia" (Corriere
della Sera 14 maggio 2001).
"Il desiderio di poter tornare in Italia è sempre presente. Dopo
la morte di mia madre e il tentativo del presidente del Consiglio
Giuliano Amato non è stato fatto più niente", ha anche
spiegato l'erede al trono (Corriere della Sera 14 maggio
2001). Maria José, l'ultima regina d'Italia, è morta il
29 gennaio scorso e da allora il discusso problema dell'abolizione
della tredicesima disposizione è tornato di grande attualità.
Il lutto e i funerali reali "avevano riacceso l'interesse dell'opinione
pubblica su una possibile soluzione dell'annosa questione", come
ha scritto il Corriere della Sera del 14 maggio 2001.
Ora le speranze di Vittorio Emanuele e di tutta la sua famiglia
sono appese all'augurio di un impegno certo del nuovo governo
perché si arrivi all'abrogazione del divieto costituzionale.
Grandinotizie.it/21 maggio 2001 ore 12:55
|