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"Quella non è mia madre". Con queste parole la principessa Maria Gabriella di Savoia liquida la fiction in due puntate Maria José: l’ultima regina, diretta da Carlo Lizzani, dedicata alla vita dell'ultima regina, moglie di Umberto II, che regnò dal 9 maggio al 6 giugno 1946.
Secondo la figlia terzogenita di Maria José, sono molte le imprecisioni e gli errori presenti nella ricostruzione storica del programma: "Il temperamento era ben diverso. Era timidissima, ma non l’ho mai vista piangere in vita sua". Sbagliato anche l'accento che usa Barbara Bobulova, che interpreta il ruolo della regina. "L’attrice è slava e parla con un accento che non era quello di mia madre". Si salva solo la prima parte dello sceneggiato, dedicata all'infanzia della futura regina. La bambina "è abbastanza simile, ma quando diventa donna non è in nessun modo somigliante".
Ma il pubblico televisivo non ha colto queste sottigliezze. Sono stati quasi nove milioni gli appassionati della storia dei Savoia. Per la precisione 8 milioni 774 mila, con uno share del 31.07 per cento. Lo sceneggiato è stato il programma più visto nella prima serata del 7 gennaio 2002. Lo storico e giornalista Arrigo Petacco, autore del libro Regina (Mondadori, 1997) ha un'altra opinione della fiction. A suo avviso "la televisione ha fatto un monumento alla regina Maria José, un monumento peraltro meritato. Di Casa Savoia, l'ultima sovrana d'Italia è l'unica che si salva, se non vogliamo andare molto indietro nel tempo". Petacco ha ispirato Lizzani per la sceneggiatura del film. "Quando un regista trasforma un libro in un film, solitamente l'autore dice che è stato tradito. Io devo solo ringraziare Lizzani, che ha fatto un ottimo film e ha reso il mio libro ancora più bello". L'autore è stato anche consulente storico durante le riprese.
Valentina Venturi
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