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  Discendenti Savoia: appuntamento al buio
Speranze, incertezze
Una commissione del Consiglio di Stato voterà il rientro
 
  Savoia, dossier
 

Appuntamento cruciale il 19 febbraio per la famiglia Savoia. Il caso del rientro in Italia dei reali verrà preso in esame in via preliminare da una commissione speciale del Consiglio di Stato. La decisione definitiva, però, arriverà dai magistrati di Palazzo Spada non prima di marzo.

La commissione dovrà discutere in prima battuta la richiesta di parere avanzata dalla presidenza del Consiglio sulla possibilità di consentire il rientro in Patria ai Savoia nonostante il divieto previsto dalla tredicesima disposizione della Costituzione.

L'organo sarà costituito da dieci magistrati in rappresentanza delle sei sezioni presenti a Palazzo Spada (tre con funzioni di consulenza e tre giurisdizionali). Tale commissione stenderà una proposta di parere sulla questione, ma l'ultima parola spetterà comunque all'adunanza generale, convocata, probabilmente, per l'inizio del mese prossimo. In quell'occasione, tutti i magistrati del Consiglio di Stato - circa un centinaio - voteranno il parere.

Sono stati gli stessi esponenti di Palazzo Spada a concedere, nel 1987, il rientro della regina Maria José.

Già dallo scorso 3 febbraio il presidente del Consiglio, Giuliano Amato, aveva prospettato la possibilità di interrogare il Consiglio di Stato e, infatti, la richiesta è partita quattro giorno dopo da Palazzo Chigi. Il principe Emanuele Filiberto di Savoia si è dichiarato "molto felice che finalmente le cose si stiano muovendo e che si stiano movendo dalla parte buona". Ha reagito, quindi, con "soddisfatta e prudente attesa" decidendo, però, di "stare in silenzio stampa, proprio per un atto di rispetto e per non interferire" con il lavoro delle istituzioni.

La strada per il rientro in Italia dei reali era sembrata più facile dal giorno in cui Vittorio Emanuele ha scritto a Carlo Azeglio Ciampi chiamandolo esplicitamente "presidente di tutti noi italiani" (4 febbraio). La dichiarazione ha suscitato una pioggia di consensi per quello che è stato definito il primo riconoscimento nella storia del titolo di presidente della Repubblica da parte di un Savoia. Una lettera "spontanea, nata non certo con secondi fini, ma come un atto di ringraziamento sincero" per le condoglianze espresse dal presidente alla morte di Maria José.

Qualche voce, però, si è levata dal coro dei consensi sottolineando, come ha fatto Giorgio La Malfa, leader del partito Repubblicano, che "una lettera è importante, ma non basta".

 
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  Grandinotizie.it/ 14/febbraio/2001
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