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La Commissione affari costituzionali del Senato ha dato il via libera al ritorno dei Savoia in Italia, approvando il disegno di legge sospensivo della XIII disposizione transitoria della Costituzione, quella che vieta ai discendenti maschi di casa Savoia l'accesso al suolo italiano. Di conseguenza è più che possibile che Vittorio Emanuele e suo figlio Emanuele Filiberto possano rientrare già in primavera. Andrea Pastore relatore e presidente degli affari costituzionali del Senato, è convinto che manchi davvero poco al rientro dei Savoia nel Paese.
Il testo approvato accoglie un emendamento che consente non solo il rientro dei Savoia in Italia, ma dà loro anche la possibilità di esercitare i diritti elettorali attivi e passivi. La modifica afferma che il primo e secondo comma della XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione "esauriscono i loro effetti a decorrere dalla data in entrata in vigore della presente legge costituzionale". Il primo comma, che il testo della Camera non abrogava, stabilisce proprio che "i membri di casa Savoia non sono elettori e non possono ricoprire incarichi uffici pubblici né cariche elettive". Il secondo Comma stabilisce il divieto di rientro in Italia per gli ex re, le loro consorti e i discendenti maschi.
Se il Parlamento approverà il testo su cui si è pronunciata il 26 settembre la commissione Affari Costituzionali, i Savoia potranno tornare in Italia, votare, candidarsi alle elezioni e ricoprire incarichi pubblici. Resterebbe invece in vigore il terzo comma della disposizione costituzionale, quello che assegna allo Stato italiano tutti i beni dell'ex casa reale presenti sul territorio nazionale.
La prima proposta di legge per abrogare tutti e tre i commi della XII/a disposizione transitoria fu presentata nel 1979 dall'allora Movimento sociale italiano-Destra nazionale.
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