| |
Oggi è mancata mia madre Maria José, una delle più amate e stimate regine d'Italia". Con questo breve comunicato inviato via fax ai giornali alle 18:55 di sabato 27 gennaio 2001, Vittorio Emanuele ha dato notizia dell'avvenuta morte dell'ultima regina d'Italia.
Ricoverata il 27 dicembre all'ospedale geriatrico di Ginevra per una broncopolmonite, la "Regina di maggio" ha combattuto per un mese con la sua solita forza e resistenza che, a 94 anni, sembrava non averla ancora abbandonata. Più volte, infatti, le sue condizioni erano apparse migliorate e avevano fatto sperare in una prossima guarigione. Poi, negli ultimi tre giorni, è sopraggiunta una nuova crisi polmonare, l'ultima. E' spirata serenamente, tenendo per mano il figlio Vittorio Emanuele e la nuora Maria Doria che, al Tg2 ha detto: "Sua maestà è morta con grande dignità e serenamente, così come era vissuta". Una nota di rammarico (forse non priva di una venatura polemica) è stata invece espressa dallo stesso Vittorio Emanuele: "La cosa triste è che sarebbe stato bello poter fare il funerale in Italia, la terra che lei amava più di ogni altra al mondo, pur essendo nata in Belgio. Invece andremo ancora una volta ad Hautecombe, in Savoia".
Il problema, ovviamente, riguarda il figlio, non la madre. Secondo quanto sancito dalla Costituzione italiana, infatti, è fatto divieto agli ex re, alle consorti e ai discendenti maschi di casa Savoia di entrare e di soggiornare in Italia. Ma tale norma non riguardava più Maria Josè, che, dopo esser stata regina per soli 27 giorni ed esule per circa mezzo secolo, aveva poi visto riconosciuto il suo diritto a tornare in Italia nel dicembre 1997, essendo ormai rimasta vedova di Umberto II. I giorni del cordoglio sono stati l'occasione per riaccendere il dibattito sul ritorno dei Savoia in Italia. Vittorio Emanuele, cosa mai accaduta prima, si è rivolto al capo dello Stato chiamandolo "presidente di tutti gli italiani". Carlo Azeglio Ciampi ha inviato un messaggio di cordoglio, ed è stata la prima volta che un presidente della Repubblica ha scritto a un rappresentante della dinastia Savoia.
Questo è bastato per scatenare il dibattito tra le forze politiche. L'ex capo di stato Francesco Cossiga chiede che "il Parlamento permetta il rientro dei Savoia", così come pure il leader del centro-destra Silvio Berlusconi ("una cosa da farsi") e l'ex pm Antonio Di Pietro ("davvero antistorico mantenere l'esilio per i discendenti maschi di casa reale"). Hanno ribadito, invece, la loro opinione contraria al riguardo i Verdi con Antonio Paissan ("altolà al rientro ai Savoia") e il leader dei comunisti italiani Armando Cossutta che ha detto: "Mi dispiace per la morte di Maria José che ha svolto un ruolo con dignità e coraggio. Nessun problema per quanto riguarda la sua sepoltura in Italia, ma la Costituzione proibisce il rientro dei re e dei loro discendenti".
Sul fatto se possa o meno essere sepolta in Italia e, più in particolare, nel Pantheon, la tomba dei re e delle loro consorti, così si è espresso l'ex presidente della Corte costituzionale Ettore Gallo: "Non c'è nessuna norma che può impedire di seppellire in Italia Maria Josè. Per poterla seppellire al Pantheon, ci vorrà un'apposita autorizzazione del governo".
|
|
|