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  Servirà una legge costituzionale
Tutto da rifare
l Consiglio di Stato dice no al rientro dei Savoia
 
  Savoia, dossier
 

1 marzo, ore 12.18, l'ennesimo "no" al rientro in Italia dei Savoia giunge tanto atteso quanto dibattuto. Il Consiglio di Stato, chiamato dal presidente del Consiglio Giuliano Amato a discutere su un eventuale anticipo del ritorno nel Belpaese dei reali d'Italia, ha confermato il parere negativo.

Vittorio Emanuele - che ammette: "Il parere del Consiglio di stato ci sorprende perché è in contrasto con le recenti dichiarazioni favorevoli. Questa situazione in cui è chiaro che lo Stato italiano non riesce ad affrontare e risolvere il problema attraverso le proprie istituzioni, dimostra l'opportunità e la necessità dell'intervento della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo" - ed Emanuele Filiberto dovranno aspettare l'approvazione della legge costituzionale depositata in Parlamento per la modifica o la cancellazione del divieto imposto loro dalla tredicesima disposizione costituzionale. La norma, che vieta l'ingresso ed il soggiorno in Italia agli ex re, alle loro consorti ed ai discendenti maschi, può essere abrogata solo mediante il procedimento previsto dall'articolo 138 della Costituzione. Questo il responso di Palazzo Spada.

Nessuna scorciatoia, quindi, nemmeno quella proposta da Palazzo Chigi che si basava su una nuova interpretazione della disposizione. Infatti, sebbene con la morte della regina Maria José, moglie dell'ultimo re della Penisola Umberto II, siano scomparsi gli ultimi protagonisti della monarchia italiana, i loro discendenti sono, per il Consiglio di Stato, ancora soggetti alla legge costituzionale. I magistrati di Palazzo Spada si sono riuniti in adunanza generale alle 9:30 di questa mattina.

L'assemblea, a cui hanno partecipato tutti i consiglieri in servizio, circa un centinaio, è stata presieduta dal presidente del Consiglio di Stato, Renato Laschena. All'ordine del giorno la discussione e la votazione del parere espresso dall'apposita commissione costituita per il "caso Savoia" e composta dai rappresentanti dei tre settori del Consiglio di Stato. Il documento redatto il 26 febbraio scorso non lasciava dubbi sull'esito dell'incontro di oggi, ma i magistrati di Palazzo Spada hanno voluto comunque sottoporlo al voto dell'assemblea generale. Con la bocciatura definitiva della proposta di Amato, tutto passa ora nelle mani del Parlamento. Solo nella prossima legislatura, però, sarà possibile portare a termine, in un modo o nell'altro, il lungo processo.

"E' andato tutto secondo copione - ha dichiarato Sergio Boschiero, segretario dell'Unione del club reali d'Italia -. Il Consiglio di Stato ha rinviato il problema alla prossima legislatura". Ed ha aggiunto: "Ma attenzione, il governo non è vincolato al parere di Palazzo Spada e, se davvero volesse, potrebbe comunque consentire ai discendenti maschi di casa Savoia di entrare subito in Italia. Questo sarebbe forse il modo migliore per togliere all'incredibile vicenda il sospetto di una speculazione elettorale".

 
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  Grandinotizie.it/ 01/marzo/2001
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