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Entro un anno l'esilio dei Savoia dovrebbe finire grazie al "sì" del Senato. Emanuele Filiberto di Savoia non ha dubbi: "Adesso siamo più vicini". Il nuovo premier del centrodestra Silvio Berlusconi lo avrebbe promesso al papà Vittorio Emanuele.
"Aspettiamo da cinquantasei anni. Promesse ne abbiamo avute molte, ma spesso siamo stati delusi". E' cominciata così, con le esternazioni di Marina Doria, moglie dell'erede al trono virtuale, la prima puntata della nuova serie, quella dell'era del governo di centrodestra, della "telenovela reale". Donna Marina, ricevuta a Genova dove ha partecipato ad alcune iniziative benefiche dal presidente di centrodestra della Regione Liguria Sandro Biasotti, non ha perso l'occasione per tornare a dibattere sull'annosa questione. La tredicesima disposizione costituzionale nega ai discendenti maschi dell'ultimo re d'Italia di tornare a soggiornare nella Penisola. Da tempo, però, è in discussione la sua abrogazione.
Il provvedimento è già stato approvato dalla Camera nel 1997, ma da allora è arenato al Senato. Lo stesso vale per la sospensione del divieto di rientro, passato alla Camera e fermo a Palazzo Madama. Ora, dopo le elezioni dello scorso 13 maggio, cambiato il governo, si sono rinnovate le aspettative dei reali.
"Spero che il nuovo governo abbia tempo di pensare anche ai Savoia - ha dichiarato Marina Doria -. Mio marito e mio figlio sono persone semplici e vogliono entrare nel loro Paese da semplici cittadini, senza fare politica. Mio figlio è nato in esilio ed è giusto che torni in Italia".
Il principino, dal canto suo, ha rincarato la dose. "L'ho sempre detto - ha ricordato -. Non è una novità. E' sicuro che abbiamo speranza di tornare con Berlusconi e con un governo di destra". Ed ancora: "Promesse ce ne hanno fatte tante, è vero. Ma sono state sempre parole vaghe, alla fine erano quasi prese in giro. Il suo invece è un impegno. Ci sembra proprio un'altra cosa". Le denunce fatte dal nuovo presidente del Consiglio durante la campagna elettorale sarebbero per Emanuele Filiberto delle chiare "dichiarazioni pubbliche" su come "l'esilio sia ingiusto" e su come il provvedimento "non abbia niente a che vedere con la Costituzione italiana".
"Adesso ci sono appena state le elezioni - ha concluso - Berlusconi si deve ancora insediare. Aspettiamo, per il momento. Devono formare il governo e capisco che ci sono molte cose urgenti da fare per il bene del Paese. Noi ci sentiamo più vicini".
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