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  Messaggio d'augurio inviato ad Arcore
Strategie reali
Vittorio Emanuele: "Congratulazioni premier Berlusconi"
 
  Savoia, dossier
 

"Le invio i miei auguri più sinceri di ogni successo, con la speranza di poterla presto incontrare". Vittorio Emanuele di Savoia continua a "marcare stretto" il nuovo presidente del Consiglio Silvio Berlusconi convinto che ora, grazie alla vittoria della Casa delle libertà, la soluzione all'annosa questione del rientro in Italia della famiglia reale sia prossima alla soluzione.

Dopo le esternazioni dei giorni scorsi da parte di tutte le teste coronate Savoia - da Marina Doria, moglie dell'erede al trono virtuale, al principino Emanuele Filiberto - Vittorio Emanuele ha inviato un messaggio di congratulazioni al leader del centrodestra attraverso l'avvocato torinese Morbilli.

"Desidero congratularmi vivamente con lei - ha scritto - e manifestarle la mia personale profonda soddisfazione per la vittoria ottenuta da lei e dalla Casa delle Libertà. Sono convinto che gli italiani abbiano scelto lei come capo del Governo diverso da quelli che l'hanno preceduta, perché sono sicuri che saprà risolvere i tanti problemi dell'Italia".

Ciò che è certo è che il principe sia profondamente convinto che la nuova maggioranza riuscirà a risolvere la sua di questione, sbloccando entro tempi brevi la riforma costituzionale necessaria al rientro reale. L'impossibilità per i Savoia di vivere in terra natia deriva dalla tredicesima disposizione costituzionale che vieta agli ex re, alle loro consorti e a tutti i discendenti maschi di rimettere piede nel Belpaese. Ma già nel 1997 è stato approvato dalla Camera un provvedimento che dispone l'abrogazione della norma. Il provvedimento è da allora fermo al Senato e la speranza della famiglia reale si è rinvigorita solo ora, dopo l'elezione del governo di centrodestra.

Anche Sergio Boschiero, segretario dei Club reali d'Italia, ha ricordato come da anni il Parlamento stia discutendo l'abolizione della disposizione. Secondo Boschiero l'attuale governo ha tutti i numeri necessari per giungere alla normalizzazione dei rapporti con i Savoia i quali, sottolinea, "non hanno avuto alcuna Norimberga nel dopoguerra, alcuna richiesta di processo". "Ci sono stati sicuramente errori storici da parte della casa reale - ha sottolineato - ma non ci fu l'8 settembre del 1943 quella morte della Patria che ha sostenuto il politologo Galli della Loggia".

In più, Boschiero ha voluto ricordare che in altri Paesi come la Romania, la Bulgaria e, da poco, anche la Federazione Jugoslava, i governi locali hanno già riallacciato rapporti con gli ex regnanti nel modo più civile e cordiale possibile.

 
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  Grandinotizie.it/ 22/maggio/2001
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