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Persone che hanno diritto alla fine delle discriminazioni. Così la neo-ministro delle Pari opportunità Stefania Prestigiacomo vede i reali di casa Savoia obbligati all'esilio dalla tredicesima disposizione costituzionale emessa subito dopo l'instaurazione della Repubblica in Italia (1946).
"Anche il rientro dei Savoia mi pare una questione di pari opportunità. C'è stata una discriminazione che ora non ha più senso", ha dichiarato a Il Giornale Prestigiacomo che ha affermato di essersi sempre concentrata sui problemi delle categorie più deboli, delle ineguaglianze sociali e degli invalidi a tutto tondo.
"Questa è un'offesa contro le donne - le ha fatto eco la responsabile dello stato sociale dei Comunisti italiani Maura Cossutta -. E' contro tutti i soggetti che, senza aver compiuto nulla contro la società e contro lo stato democratico, vengono discriminati ogni giorno". E ha incalzato: "La cultura degli interessi rappresentati dalla neo-ministra nulla ha a che fare con la cultura delle donne e degli emarginati del nostro Paese".Critiche anche dalle deputate del Prc Elettra Deiana e Titti De Simone che hanno definito "un pessimo inizio" per il nuovo governo di centrodestra le affermazioni della Prestigiacomo.
"I Savoia - hanno sottolineato in un comunicato - sono tenuti fuori dalla Repubblica italiana per responsabilità storiche che nulla hanno a che vedere con il diritto a politiche di pari opportunità".Di posizione diametralmente opposta il senatore di Alleanza Nazionale Michele Bonatesta che ha replicato che "la questione del ritorno in Italia dei Savoia attiene alle pari opportunità nella misura in cui tale riconoscimento concerne tutti quei soggetti che subiscono trattamenti discriminatori". "Non v'è dubbio - ha proseguito Bonatesta - che impedire a dei cittadini italiani che non si sono macchiati di alcuna colpa personale di fare rientro nel loro Paese configuri una chiara discriminazione. La tredicesima disposizione transitoria della nostra Costituzione è un mostro giuridico che viola i diritti umani". E ha concluso: "La verità è che se non sono narcotrafficanti come Ocalan o terroristi come la Baraldini la sinistra non li vuole".
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