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  Simeone II trionfa in Bulgaria
Re al potere
Savoia: "In Italia per lavorare e non per fare politica"
 
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"Per ora il nuovo governo italiano ha altre cose da fare. Poi, quando avrà tempo di occuparsi di noi, quando potrà farmi tornare in Italia come privato cittadino, allora anch'io potrò fare qualcosa per l'Italia, ma per l'economia del Paese, non in politica. Posso rappresentare le industrie, senza interferire sul lavoro degli altri, né nella politica". Vittorio Emanuele di Savoia, costretto all'esilio insieme a tutta la sua famiglia dalla tredicesima disposizione costituzionale emanata subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, ha trovato nella vittoria del partito del cugino Simeone II alle ultime elezioni bulgare un nuovo spunto per tornare a bussare alle porte di Palazzo Chigi.

L'ex re di Bulgaria, figlio di Giovanna di Savoia, è tornato sulla scena politica dopo mezzo secolo d'assenza segnando immediatamente una appetitosa vittoria. "E' il miglior portabandiera possibile per il suo Paese", ha commentato il cugino italiano dalla sua residenza forzata di Ginevra. "La Bulgaria deve fidarsi di lui al cento per cento - ha aggiunto -. Ha una buona formazione, parla sette lingue, ha girato il mondo intero, sarà una persona molto utile per lo sviluppo del Paese, per l'adesione all'Europa unita, per la Nato".

Un'ottima pubblicità per l'ex re, sebbene inutile, perché il popolo balcanico ha già espresso chiaramente il suo volere. Sarebbe indubbiamente più necessario che qualche opinion leader parlasse così della famiglia reale italiana in modo da permettere, forse, una soluzione veloce al problema "rientro sì-rientro no".

In ogni caso, Vittorio Emanuele non perde occasione per rivolgersi alla coalizione di centrodestra - al governo dallo scorso 13 maggio - e al suo leader Silvio Berlusconi, sottolineando, ogni volta, che i Savoia sono in attesa di una svolta .

L'esempio della Bulgaria, nelle speranze dei reali, potrebbe essere comunque d'aiuto e Vittorio Emanuele, forse per rassicurare i più timorosi, continua a garantire che, a differenza del cugino, nel Belpaese sarebbe solo un normale cittadino che non si occuperebbe di politica.

Valentina Venturi

 
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  Grandinotizie.it/ 19/giugno/2001
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