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Non è servito a nulla l'emendamento presentato dal forzista Francesco Fiori e dal conservatore britannico Charles Tannock alla Commissione europarlamentare per le libertà pubbliche sul rientro in patria della famiglia Savoia.
Ma i due non si fermeranno.Il 25 giugno scorso la Commissione Ue ha respinto il documento presentato dai due politici i quali chiedevano di "adeguare senza indugio la Costituzione italiana ai principi fondamentali contenuti nei trattati Ue in base ai quali tutti i cittadini europei godono della libertà di circolazione nell'ambito dell'Unione".
Ma l'eurodeputato anglosassone, che negli ultimi anni si è già schierato più volte a favore dei Savoia, è passato a una nuova strategia. Ha chiesto che una presa di posizione sull'esilio dei reali italiani sia integrata nel rapporto sui diritti umani nell'Unione europea che verrà discusso a Strasburgo nella settimana dal 2 al 6 luglio.
Tannock ha fatto sapere di avere raggiunto un accordo con il relatore generale dello stato della Commissione, il francese Thierry Cornillet, per l'inserimento di una specifica sulla "discriminazione" subita dagli eredi Savoia, costretti ad abbandonare l'Italia dalla tredicesima disposizione costituzionale emessa subito dopo l'instaurazione della Repubblica (1946).
A differenza degli altri cittadini comunitari, sostengono i due europarlamentari, i reali d'Italia non possono circolare liberamente all'interno dell'Ue. L'emendamento punta il dito anche sull'"annuncio da parte del precedente governo italiano dopo la morte dell'ultima regina Maria José di approvare rapidamente l'abrogazione dell'articolo tredicesimo transitorio della costituzione". In più, chiedono "al nuovo parlamento italiano" di adeguare la Costituzione alle disposizioni comunitarie sulle libertà dei cittadini Ue.
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