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Savoia presto in Italia e forse anche in Parlamento.
I due disegni di legge presentati al Senato dalla Casa delle libertà prevedono infatti l'abrogazione del divieto per i discendenti maschi di Casa Savoia di rimettere piede in territorio italiano e di ricoprire cariche elettive.
Il senatore di Alleanza nazionale Riccardo Pedrizzi, primo firmatario di uno dei due disegni di legge, sostiene con entusiasmo la causa degli ex regnanti d'Italia: "Non vedo nulla di male. In Bulgaria l'ex re Simeone è diventato addirittura primo ministro".
L'abrogazione dei due commi della norma XIII (ritorno ed eleggibilità) era prevista già dalla proposta di legge del governo Prodi pur approvata dalla Camera nel 1997 e poi arenatasi al Senato per le divisioni della maggioranza ulivista.
Le parole di Vittorio Emanuele, che aveva rifiutato di giurare fedeltà alla Costituzione non avevano certo giovato.
Adesso sembra tutto fatto. Agli italiani la questione Savoia non sembra interessare granché: secondo un sondaggio il 70 per cento di loro si dichiara favorevole al rientro.
Andrea Pastore, presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato, assicura che "prima della pausa estiva l'iter dei due provvedimenti, con la relazione e la discussione generale, saranno cosa fatta". La legge costituzionale per passare ha comunque bisogno di quattro letture, due approvazioni della Camera e due del Senato. Più un referendum confermativo, se non ottiene la maggioranza qualificata di due terzi del Parlamento.
Ancora un po' di pazienza, insomma.
Michele Fianco
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