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Figlio del primo re d'Italia Vittorio Emanuele II, Umberto I entra nell'esercito nel 1858 e partecipa a numerose battaglie contro gli austriaci, prima fra tutte quella di Custoza. Nel 1868 sposa la cugina Margherita di Savoia. Nel 1882, salito al trono, si accorda con l'Austria-Ungheria e la Germania, dando così vita alla Triplice Allenza, il patto di difesa che di fatto segna l'inizio di una divisione dell'Europa in due schieramenti contrapposti.
Durante la sua reggenza adotta una politica di espansione coloniale in Africa. Con l'Eritrea le tensioni, provocate dalla presenza di alcuni scali commerciali italiani sulla costa del Mar Rosso, sfociano in guerra. L'esercito italiano viene sconfitto nella battaglia di Adua e questo fa perdere al re molta della popolarità che aveva acquistato.
Nel 1898 Umberto I accentua i tratti conservatori del suo regno, conferendo un alto riconoscimento al generale Bava Beccaris che aveva represso un moto popolare a Milano. Due anni dopo viene assassinato a Monza dall'anarchico Gaetano Bresci; l'uomo dichiarò di aver compiuto il gesto per vendicare i morti di Milano.
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